Lo so che per riuscire nella vita, per ispirare rispetto, è necessaria la serietà. Ma è difficile per me essere serio, e non apprezzo la serietà.
Mi spiego meglio. La serietà mi piace, ma solo per mezz’ora, un’ora, due o tre ore al giorno. Spesso, naturalmente, anche quasi tutta una giornata di serietà.
Per il resto, mi piace la battuta, lo scherzo, l’ironia sagace, la burla (humbugging).
Ma non va bene.
Rende il lavoro più difficile.
Perché quasi sempre si ha a che fare con persone sciocche e ignoranti.
E queste sono sempre serie. Musi lunghi e seri dalla forma animalesca; come possono scherzare, se non capiscono? Le loro facce serie riflettono la loro esistenza. Per la loro ignoranza e imbecillità, tutto diventa problematico e difficile, per questo sui loro volti è dipinta la serietà proprio come buoi e pecore (gli animali hanno fisionomie serissime).
Le persone spiritose di solito sono disprezzate, o per lo meno non sono tenute in seria considerazione; non ispirano molta fiducia.
Per questo anch’io faccio di tutto per mostrare in pubblico un aspetto serioso. Ho scoperto che agevola molto le mie mansioni. In cuor mio, però, mi sbellico dalle risate.
Il sentimento pio dell'amore materno ⋯
Il 31 dicembre mi fece il consueto regalo per il nuovo anno. Tre sterline, la poverina. Una volta me ne dava due; negli ultimi anni sono diventate tre. Poverina! Con quale garbo me le diede. Io le regalai qualche profumo, come sempre. Che pio sentimento è quello materno! Era una fra le donne più tirate – ridotta così dalle circostanze, nel timore di rimanere per strada. E nonostante ciò con quale facilità mi diede tre sterline. Erano una gran somma per lei. È vero che mi conosceva per un tipo molto parsimonioso e che il denaro non sarebbe uscito dalla casa. Ma alla fine non ne era poi così sicura, perché non le dicevo mai la cifra che avevo messo da parte.
Konstantinos Kavafis Poesie e prose
Poesia, Prosa, Letteratura greca moderna
L'illusione di mirare la natura ⋯
Mirare anch'io questa natura un poco.
Del mare mattutino e del limpido cielo
smaglianti azzurri, e gialla riva: tutto
s'abbella nella grande luce effusa.
Fermarmi qui. Illuso di mirare
ciò che vidi davvero l'attimo che ristetti,
e non le mie fantasime, anche qui,
le memorie, le forme del piacere.
Konstantinos Kavafis Poesie
Poesia greca moderna, Poesia, Simbolismo
L'amore è un tuffo senza rete ⋯
E capì allora un'altra cosa, che ancora non aveva messo a fuoco: che in amore non ci si può tutelare, e nessuno è davvero al riparo. Non ci sono assicurazioni né rassicurazioni: si capisce che è amore quando tuffarsi senza rete sembra più divertente che spaventoso. Quando l'amore non c'è, o quando finisce, il rischio appare improvvisamente enorme, terrificante, una voragine. Ma se c'è l'amore, del pericolo si ride. Che strano.
Ilaria Gaspari Ragioni e sentimenti
Narrativa contemporanea, Romanzo
La prigione del pregiudizio ⋯
La condanna sociale che colpisce la donna accusata ingiustamente si rivela una prigione più dura di quella di pietra poiché cancella ogni sua dignità e la esclude dal consorzio umano. Ho capito che la maschera dell'onestà è necessaria per stare in mezzo agli altri e che la libertà è solo un'illusione della nostra mente.
Luigi Pirandello L'esclusa
Narrativa, Letteratura
L'immobilità del pensiero e dell'essere ⋯
Lo stesso sono il pensare e il pensiero che è; poiché, non senza l'essente in cui esso è, come l'espresso, puoi tu trovare il pensiero. Certo, nulla è, e null'altro sarà, al di fuori dell'essente, poiché la Moira gli ha imposto di essere un tutto e immobile. Perciò sarà un puro nome tutto ciò che i mortali, convinti che sia vero, hanno fissato: divenire così come perire, essere così come non essere e mutare di luogo così come cambiare dei colori che risplendono.
Parmènide di Elea Sulla natura
Filosofia presocratica, Metafisica, Poema filosofico
Uno, nessuno e centomila di Luigi Pirandello
Questo romanzo è la quintessenza della riflessione pirandelliana sulla crisi dell’identità. Il protagonista, Vitangelo Moscarda, scopre di non essere “uno” come credeva, ma “centomila” diverse persone a seconda di chi lo guarda, e infine “nessuno” quando tenta di liberarsi da ogni maschera. L’opera esplora magistralmente il tema della maschera sociale, la discrepanza tra come ci vediamo e come ci vedono gli altri, e la follia che deriva dal tentativo di conciliare queste infinite percezioni.
Il Principe di Niccolò Machiavelli
Trattato di dottrina politica fondamentale nel pensiero occidentale, quest’opera offre un’analisi spregiudicata del potere. Machiavelli separa la politica dalla morale e dalla religione, sostenendo che un principe, per mantenere lo stato, deve essere capace di “usare la bestia e l’uomo”. Deve, soprattutto, saper simulare e dissimulare, apparendo virtuoso e serio anche quando non lo è, perché l’apparenza è spesso più importante della sostanza per governare e ottenere il rispetto del popolo e dei potenti.
Il ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde
Unico romanzo del celebre autore, è un’allegoria potente sulla dualità tra apparenza e realtà, arte e vita. Dorian Gray, un giovane di straordinaria bellezza, ottiene che sia un suo ritratto a invecchiare e a portare i segni della sua vita dissoluta, mentre lui rimane eternamente giovane e puro in apparenza. Il libro è una critica feroce all’ipocrisia della società vittoriana e una riflessione sulla superficialità, sul culto della bellezza e sulla maschera che nasconde la corruzione dell’anima.



















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