La meditazione filosofica sull'essere e la conoscenza
«Il mondo è mia rappresentazione»: questa è una verità che vale in rapporto a ciascun essere vivente e conoscente, sebbene l’uomo soltanto sia capace d’accoglierla nella riflessa, astratta coscienza: e s’egli veramente fa questo, con ciò è penetrata in lui la meditazione filosofica. Per lui diventa allora chiaro e ben certo, ch’egli non conosce né il sole né la terra, ma appena un occhio, il quale vede un sole, una mano, la quale sente una terra; che il mondo da cui è circondato non esiste se non come rappresentazione, vale a dire sempre e dappertutto in rapporto ad un altro, a colui che rappresenta, il quale è lui stesso.

Crediti
 Arthur Schopenhauer
 Il mondo come volontà e rappresentazione
 Pinterest • Marcel Duchamp  • 




Quotes per Arthur Schopenhauer

Per nessun avvenimento si dovrebbe prorompere in una grande manifestazione di giubilo o di dolore, sia per la mutevolezza di tutte le cose, che in ogni momento potrebbe trasformare quanto è avvenuto, e sia per la fallacia del nostro giudizio, riguardo a ciò che ci è di vantaggio o di danno. In seguito a questa fallacia quasi ogni uomo si è almeno una volta lamentato di ciò che in seguito si è rivelato costituire il suo vero bene, oppure ha esultato per ciò che è divenuto la fonte dei suoi più grandi dolori.  Aforismi per una vita saggia

La felicità che otteniamo da noi stessi è più grande di quella che riceviamo dall'esterno… Il mondo in cui si vive prende principalmente forma a seconda di come lo si guarda.

L'impulso sessuale, sebbene in sé sia soggettivo, sa molto abilmente assumere la maschera di un'ammirazione oggettiva e ingannare, così, la coscienza: perché la natura ha bisogno di questo stratagemma per i suoi fini.  Metafisica dell'amore sessuale

Come un leone dopo che è stato per un pezzo tranquillamente coricato nella gabbia, balza su e incomincia a scuotere le sbarre di ferro della gabbia, ricordandosi chi è, così sto io, qui, nella mia rabbia,  Colloqui

Tutti i giornalisti sono, per via del mestiere che fanno, degli allarmisti: è il loro modo di rendersi interessanti. Essi somigliano in ciò a quei piccoli cani che, appena sentono un rumore, si mettono ad abbaiare forte. Bisogna perciò badare ai loro squilli d'allarme solo quel tanto che non guasti la digestione.