⋯

Cosa nascondono le critiche che facciamo agli altri? Cosa vuole raccontarci di noi la nostra parte pronta ad additare l’altro?

La proiezione è quel meccanismo di difesa attraverso cui il soggetto espelle da sé e localizza nell’altro (persona o cosa), sentimenti, desideri o qualità, che sono suoi, ma che egli non riconosce o rifiuta in sé. In un’accezione prettamente psicanalitica questo meccanismo di difesa serve a fare economia mentale, dal momento in cui ci libera di sensazioni, emozioni, sentimenti, caratteristiche queste, che sono percepite come sgradevoli e non le si vuole tenere per sé. Tale meccanismo di difesa, permette di vedere il male al di fuori di noi dandoci l’illusione di una possibile deresponsabilizzazione. Se non siamo costretti a guardare in faccia i nostri lati negativi, a quel punto, possiamo tranquillamente esimerci dal doverli riconoscere e quindi, eventualmente, affrontare. Questo porta con sé la notevole conseguenza che la nostra personalità non evolve mai e noi rimaniamo sempre più radicati nelle nostre rigide posizioni, quando invece la vita permette una continua capacità di adattamento e flessibilità. In più questo meccanismo di difesa non permette quell’importantissimo processo che Jung chiama “individuazione”. Un processo di autoconoscenza e autorealizzazione, frutto del rapporto con l’altro e modello attraverso cui tale rapporto si instaura.

È quanto mai evidente che, se attraverso il meccanismo della proiezione, lasciamo fuori così tante parti di noi, certamente sarà ben lontano il cammino verso l’integrazione. In tal modo la vita può diventare davvero difficile da gestire emotivamente e inoltre chi giudica continuamente finisce per rimanere intrappolato nella solitudine dei suoi giudizi.                                                                                            
 ⋯

Ma, come avviene nel concreto questo meccanismo? Lo possiamo riconoscere in tantissime occasioni: ad esempio interroghiamoci quando chiamiamo “poco di buono” una donna solo perché ha un fare molto espansivo con gli uomini; interroghiamoci quando critichiamo il vicino che compra sempre un cellulare nuovo ogni mese; interroghiamoci quando critichiamo l’amico buffone che fa l’idiota del villaggio. Non vorremmo forse essere un po’ smaliziate come quelle che chiamiamo “poco di buono”? Non vorremmo forse spendere più soldi come il vicino di casa ma non possiamo permettercelo? Non vorremmo forse essere più espansivi come l’amico buffone? Se pensiamo che qualcuno stia con  noi per raggiungere degli scopi, per interesse, quegli obiettivi sono i nostri. Se pensiamo sempre che il nostro partner ci tradisca è perché noi siamo dei potenziali traditori nelle medesime situazioni in cui lo immaginiamo tradirci.

Ecco perché dobbiamo stare ben attenti ogni qualvolta ci troviamo a formulare giudizi rigidi e lapidari nei confronti degli altri. Se guardassimo bene e attentamente dentro di noi ci accorgeremmo che quelle persone che noi critichiamo sono portatrici di caratteristiche che noi stessi non riconosciamo di avere: possiamo dire che quelle persone portano caratteristiche che risiedono, per dirla con Jung, nella nostra parte Ombra, o che fanno parte di quelli che chiamiamo, per dirla con i coniugi Stone, i nostri sé rinnegati.
                                                     
 ⋯

In ogni caso si tratta di quelle parti che noi non vogliamo accettare di avere: vuoi per motivi religiosi, etici, morali, educativi, familiari, si tratta di caratteristiche che se ammettessimo di avere, manderebbero in crisi un certo coerente sistema valoriale-personale sul quale per anni ci siamo costruiti. Basterebbe comprendere che questa è una falsa individuazione: ci facciamo forti dell’essere persone moralmente rette, ma dentro una parte di noi vorrebbe essere smaliziata e priva di inibizioni; ci facciamo forti di essere abili risparmiatori come ci ha insegnato il papà, ma di fatto dentro di noi c’è una parte più spendacciona che vorrebbe emergere e trovare spazio; ci consideriamo fieramente riservati e attenti al buon comportarsi quando in realtà c’è la parte di noi più casinista e sfacciata che vorrebbe essere ascoltata. E così via. Ovviamente viene da sé quanto questo vedersi in modo così limitato e parziale sia fonte di enorme sofferenza per la propria psiche. Questo perché non siamo capaci di vedere le mille sfaccettature del nostro essere, che non è affatto composto da poche e ben definite caratteristiche, bensì può essere timido in certe occasioni ed espansivo in altre, oculato in certe occasioni e spendaccione in altre, smaliziato in certe situazioni e riservato in altre e così via. Vedersi in modo univoco è fonte di sofferenza, anche perché in questo modo è bene tener presente che l’energia derivante dalle parti rinnegate messe a tacere, potrebbe sfogarsi anche attraverso disturbi psicosomatici.

Come osserva Jung, l’Ombra abbandonata al negativo  è costretta, per così dire, ad avere una vita autonoma senza alcuna relazione con il resto della personalità. Così facendo ogni autentica maturazione dell’individuo è impedita, dal momento che l’individuazione comincia appunto con la ricognizione e integrazione dell’Ombra.  

                                                 
 ⋯

Crediti
 • Autori Vari •
 • Pinterest • Ferdinando Sciascia  •  •

Similari
Il caso Nietzsche
1179% ArticoliFilosofiaGianni Vattimo
Nietzsche, accompagnato dalla sua cattiva reputazione di pensatore dei nazisti, fu poi riconsiderato, agli inizi degli anni ’60 del ventesimo secolo, da quel movimento che prese il nome: Nietzsche-Renaissance o il rinascimento nietzscheano, e soprattutto ⋯
Sapere di non essere
555% IneditiSergio Parilli
Ho rivisto finalmente a Julián. Veniva da altri mondi non sconosciuti per lui, visto che è riuscito a tornare senza bussola. Non era tenuto a tornare, anche perché se stava bene dove era arrivato poteva restarci in eterno, visto che era previsto un viaggi⋯
Dall’autorganizzazione alla comunizzazione
525% ArticoliPolitica
Designare la rivoluzione come comunizzazione è dire questa cosa abbastanza banale, che l’abolizione del capitale è l’abolizione di tutte le classi, compreso il proletariato, e non la sua liberazione, il suo ergersi a classe dominante che organizza la soci⋯
Basi neurologiche della coscienza
354% ArticoliEduard PunsetJohn BarghNeuroscienze
Spesso non siamo consapevoli di quelle che sono le ragioni e le cause del nostro comportamento; più indaghiamo nei meandri della mente, più ci si accorge di quanto sia importante e potente il nostro inconscio. L’inconscio, come parte più intima di noi ste⋯
La sfera delle stelle fisse
346% AstrofisicaMargherita Hack
Cos’è l’universo? Beh, l’universo è tutto quello che possiamo osservare.Certo che l’universo degli antichi era molto, ma molto più piccolo, molto più casereccio del nostro: c’era la Terra al centro, la Luna, il Sole, i pianeti fissi su delle sfere cristal⋯