La musica suprema
I Greci sapevano perfettamente ciò che noi fingiamo di ignorare, e, cioè, che è possibile manipolare e controllare una società non soltanto attraverso il linguaggio, ma innanzitutto attraverso la musica […] In questo senso, lo stato della musica (includendo in questo termine tutta la sfera che imprecisamente definiamo col termine «arte») definisce la condizione politica di una determinata società meglio e prima di qualsiasi altro indice e, se si vuole mutare veramente l’ordinamento di una città, è innanzi tutto necessario riformarne la musica. La cattiva musica che invade oggi in ogni istante e in ogni luogo le nostre città è inseparabile dalla cattiva politica che le governa.

[…]

Gli uomini politici attuali non sono in grado di pensare perché tanto il loro linguaggio che la loro musica girano amusaicamente a vuoto. Se chiamiamo pensiero lo spazio che si apre ogni volta che accediamo all’esperienza del principio musaico della parola, allora è con l’incapacità di pensare del nostro tempo che dobbiamo misurarci. E se, secondo il suggerimento di Hannah Arendt, il pensiero coincide con la capacità di interrompere il flusso insensato delle frasi e dei suoni, arrestare questo flusso per restituirlo al suo luogo musaico è oggi per eccellenza il compito filosofico.

Crediti
 Giorgio Agamben
 Musica e politica
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Quotes per Giorgio Agamben

Il problema della filosofia che viene è quello di pensare un'ontologia al di là dell'operatività e del comando e un'etica e una politica del tutto liberate dai concetti di dovere e volontà.

Da Kafka: che c’è salvezza, ma non per noi: che siamo, cioè, salvi solo quando non c’interessa piú esserlo. Avviene come quando volevamo andare a tutti i costi in un certo luogo, ma poi, lungo la strada, camminando e vivendo, ce ne dimentichiamo. Se qualcuno ci avverte che siamo arrivati, scrolliamo le spalle come se la cosa non ci riguardasse.

Così sia. In ogni cosa affermare semplicemente il così, sic, al di là del bene e del male. Ma così non significa semplicemente: in questo o quel modo, con quelle certe proprietà. Così sia significa: sia il così. Cioè: si. È questo il senso del sì di Nietzsche: il sì detto non semplicemente a uno stato di cose, ma il suo esser-così. Solo per questo esso può tornare in eterno. Il così è eterno.

Dal XX secolo: che certamente gli appartengo e ne sono uscito nel XXI solo per prendere una boccata d'aria. Questa era, però, cosí irrespirabile, che sono subito tornato indietro – non nel XX secolo, piuttosto in un tempo dentro il tempo, che non sono in grado di situare in una cronologia, ma che è l'unico tempo che ora mi interessi.

Nell'isola di Prospero: che, come il mago deve a un certo punto separarsi da Ariele e dai suoi incantesimi, viene anche per il poeta il momento di congedarsi dalla sua ispirazione. Certo in questo modo anche la vita perde il suo incanto. Ma l'angelo silenzioso che prende ora il posto di Ariele si chiama: Giustizia. Detto in altre parole: la filosofia consiste nel tentativo di un poeta – cosí arduo che quasi nessuno ci riesce – di far coincidere l'ispirazione con la giustizia.