Knicende MadchenUn giorno in cui avevo definitivamente rinunciato — era l’8 marzo 1914 — mi sono avvicinato da un alto comò e, prendendo un foglio di carta, mi sono messo a scrivere, all’impiedi, come faccio ogni volta che posso. E ho scritto circa trenta poesie di seguito, in una specie di estasi di cui non riesco a capire il senso. Fu il giorno trionfale della mia vita e non potrò mai averne un altro come quello. Cominciai con un titolo: O Guardador de Rebanhos (Il Guardiano di greggi). E quello che seguì fu la nascita in me di qualcuno a cui diedi subito il nome di Alberto Caeiro. Scusate l’assurdità di questa frase: il mio maestro era sorto in me.

Crediti
 Antonio Tabucchi
 Scritti su Fernando Pessoa
  Un baule pieno di gente
  Lettera di Pessoa ad Adolfo Casais Monteiro del 13 gennaio 1935
 SchieleArt •  Knicende Madchen • 1911




Quotes per Antonio Tabucchi

Le persone sono lontane quando ci stanno accanto, figurarsi quando sono lontane davvero.

Sa cosa le dico, dottor Pereira, se lei vuol aiutare l'io egemone che sta facendo capolino, forse deve andare altrove, lasciare questo paese, credo che avrà meno conflitti con sé stesso, lei in fondo può farlo, è un professionista serio, parla bene il francese, è vedovo, non ha figli, cosa la lega a questo paese?
Una vita passata, rispose Pereira.  Sostiene Pereira

Credo che una delle poche libertà che siano state concesse all'uomo sia quella di rompere questa dualità della vita attraverso l'arte. L'arte è sovversiva rispetto alla natura, perché mentre questa deve obbedire alle sue leggi, deve essere maschio o femmina, per esempio, l'arte, invece, può rompere con esse o dare l'illusione di farlo. È l'unica libertà che gli dei ci hanno concesso e bisogna approfittarne.

Un luogo non è mai solo quel luogo: quel luogo siamo un po' anche noi. In qualche modo, senza saperlo, ce lo portavamo dentro e un giorno, per caso, ci siamo arrivati.

La vita deve essere bella e semplice, là - disse lui. Lei annuì e sorrise: Forse perché non è la nostra. [...] È quello che vorrei disse lui [...], una vita felice perché non nostra.