La natura è demoniaca
Ma questo mondo è stato creato da un Dio? No, forse da un demone. Aristotele ha scritto: La natura non è divina, ma demoniaca. Noi potremmo tradurre così: L’inferno è il mondo. Se ci facessimo accompagnare dal più convinto ottimista per gli ospedali, i lebbrosari, le sale operatorie, per le prigioni, le stanze di tortura e le stamberghe degli schiavi, sulle zone di guerra, nei tribunali, e mostrargli poi gli orribili luoghi della povertà, dove essa si rifugia per proteggersi dalla curiosità cinica, e infine invitarlo a guardare nella torre della fame di Ugolino, anche lui alla fine si renderebbe conto, di che tipo sia questo mondo.

Crediti
 Arthur Schopenhauer
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Quotes per Arthur Schopenhauer

Chi ha giuste intuizioni in mezzo a cervelli confusi si trova come uno che abbia un orologio che funziona in una città dove tutti i campanili hanno orologi che vanno male. Lui solo conosce l'ora esatta, ma a che gli giova? Tutti si regolano secondo gli orologi della città che indicano l'ora sbagliata, persino chi è al corrente che solo il suo orologio segna l'ora giusta.

Il libero ozio è il fiore o, meglio, il frutto dell'esistenza di ogni uomo, facendolo rientrare in possesso del proprio sé, sono da stimare felici coloro che hanno in sé anche solo qualcosa di buono, mentre il libero ozio non restituisce alla maggior parte degli uomini se non un individuo incapace di dar vita a niente e che si annoia mortalmente, essendo di peso a sé stesso.  La saggezza della vita

a un certo punto di vista, il contrario dell'invidia è il provare piacere delle disgrazie altrui. Mentre provare invidia è umano, provare piacere delle disgrazie altrui è diabolico. Non esiste alcun indice più sicuro di malvagità di cuore, e di profonda indegnità morale, che un lampo di puro e vivo piacere di fronte alle disgrazie altrui. Si dovrebbe evitare per sempre la persona che ha manifestato un simile sentimento.  Sul fondamento della morale

Si può paragonare la società a un fuoco, con cui il saggio si riscalda, a debita distanza, senza peraltro giungere a toccarlo, come ha fatto lo stolto, il quale, dopo essersi bruciato, fugge nel freddo della solitudine, e si lamenta perchè il fuoco brucia.

La solitudine è il retaggio delle menti superiori; qualche volta succederà loro che se ne rammarichino, ma la sceglieranno sempre come il minore dei mali.