
Siamo oltre il linguaggio – e la mia etica fonetica / la getto come un sortilegio / sul linguaggio – perché nella lingua c’è una funzione conservatrice e chi ne fa uso contribuisce a rafforzare il sistema. Essere hors la loi è la ragion d’essere di Ghérasim Luca, nel non essere di nessuna lingua (noman’s langue). Riprendendo con una nuova connotazione l’espressione hasard objectif di Breton, Ghérasim Luca la fa diventare parola-chiave della creazione poetica, abolendo la distanza tra mondo soggettivo e mondo oggettivo. Come l’onda di marea di Hokusai, la parola poetica è un corpo in movimento. Dobbiamo ascoltare la magnifica voce rivoluzionaria di Ghérasim Luca e il suo modo di appoggiarsi sulla sonorità della parola. Non una parola che sia pronunciata senza una ragione assoluta. Un pensiero in atto, soltanto attraverso la voce. Una poesia assoluta e un poeta assolutamente solo. C’è un universo e c’è un linguaggio in cui l’uomo è destinato da sempre a riconoscersi. La letteratura, e la poesia in particolare, sconvolge quest’orizzonte e la sicurezza dell’uomo. Per lungo tempo il linguaggio è stato solo un mezzo, la sua fossilizzazione entro strutture ben definite ha garantito l’immobilità del mondo. La poesia è oggi la problematizzazione stessa del linguaggio, la spinta rivoluzionaria dall’interno del linguaggio. Esprimere l’inesprimibile secondo la formula di Ghérasim Luca. Nuove relazioni appariranno solo in seno ad una sintassi sconvolta. È il linguaggio stesso ad essere messo in discussione: la possibilità di esprimere. Se la lingua è destrutturata,senso-suono e suono-senso non sono più biunivoci «iscritti sulle pareti di un cervello invertito» (Artaud), ma la parola è «vibrazione sonora solidificata», ontologicamente un eco d’essere. Due parole chiave definiscono l’opera di Ghérasim Luca: silensofono e ontofonia. Colui che schiude la parola schiude la materia. Aprire una breccia nella parola, liberare il senso, significa scardinare la realtà, trasmutarla. L’espressione articolata al limite della semplice esclamazione inarticolata. Strane grida articolate,esclamazioni complesse proferite nel buio di cui si prende coscienza quando abbiamo riconosciuto i limiti del nostro universo (H. Heissenbüttel). Distrutta La pesantezza della lingua (i codici), si perviene alla leggerezza del corpo (son corpsléger), anche se questa impresa di distruzione di ogni lingua istituita genera nel poeta il dubbio su una possibile Fine del mondo.
La parola poetica è un corpo in movimento
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