Il perverso è colui che prende l’artificio alla lettera: ne volete, ne avrete territorialità ancor più infinitamente artificiali di quelle che la società ci propone, nuove famiglie infinitamente artificiali, società segrete e lunari. Quanto allo schizofrenico, col suo passo vacillante che non cessa di migrare, di errare, di barcollare, egli si addentra sempre più nella deterritorializzazione, sul suo corpo senza organi al limite estremo della composizione del socius, ed è forse questa la sua maniera propria di ritrovare la terra, la passeggiata dello schizofrenico. Lo schizofrenico si tiene al limite del capitalismo: ne è la tendenza sviluppata, il plusprodotto, il proletario e l’angelo sterminatore. (…) Quando si dice che la schizofrenia è la nostra malattia, la malattia del nostro tempo, non si deve voler dire solo che la vita moderna rende pazzi. Non si tratta di modo di vita, ma di processo di produzione.

Crediti
 • Gilles Deleuze •
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