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Alle persone messe al mondo, appena raggiunta la capacità di comprendere, andrebbero formulate delle scuse: “Ci spiace del nostro egoismo, e di essere caduti nella trappola della riproduzione, tesa dalla iniqua Natura…” Questo dovrebbe essere il battesimo. I nati dovrebbero poter pretendere dai già presenti ogni cosa, a mo’ di risarcimento per la “pena di vita”. Poi si dovrebbe essere adeguatamente educati, nella verità, ad affrontare l’esistenza, sapendo da subito come saranno le cose, abbassare ogni aspettativa, non creare miti (tutti falsi), non promettere nulla, e illustrare bene quanto atroce l’evoluzione abbia fatto la specie a cui si appartiene. Si andrebbe incoraggiati alla gioia e al piacere e a rifuggire tristezze e dolori e lo Stato dovrebbe preoccuparsi solo del raggiungimento della massima soddisfazione per ogni cittadino.

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