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Soprassediamo al luogo comune che tradurre è tradire, e passiamo direttamente alla domanda una e trina: nel tradurre, quanto è determinante il guadagno che si ha rispetto alla perdita che si patisce? e quanto conta il passato dell’originale rispetto al presente della traduzione che se ne fa? chi ha il sopravvento su chi? Rispondete affermativamente per un verso o per l’altro a una sola di queste questioni e sarete, sì, sicuri di quel che state facendo, ma ancora non saprete nulla del tradurre in sé. Nel mare della conoscenza, in cui due rive si guardano ma sono remote e di fatto spesso dislocate una troppo in alto e l’altra troppo in basso rispetto a ogni ideale e convenzionale medietà di comodo (geografica, storica, linguistica e retorica, infine) non si potrà mai andare oltre l’assunto che il guadagno è implicito nella perdita e la perdita implicita nel guadagno.

Crediti
 • Aldo Busi •
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