Egon Schiele ⋯
Nell’opera di Egon Schiele il corpo subisce un trattamento che si potrebbe definire ai limiti del sadismo: eccessivamente magro, consunto, contratto, piegato in forme contorte.
Sono uomini (e donne) schizoidi quelli dipinti dall’artista viennese, che, per non sentire più la freddezza e l’ostilità dell’ambiente che li circonda, si torcono in uno spasmo, quasi volessero abbandonare il corpo stesso. È un corpo rinchiuso in una cella stretta e angusta quello che raffigura l’artista, in cui non c’è spazio per muoversi, dove a stento si riesce a respirare.
È un corpo che diviene esso stesso prigione.
È un corpo spesso isolato, immerso nella sua solitudine ed incomunicabilità, così come solo e prigioniero deve essersi sentito Egon sin dalla prima infanzia.
Possiamo immaginarlo sui banchi di scuola, sognatore ed introverso, mentre trascorre il tempo disegnando vagoni e locomotive. Agli occhi delle maestre appare un bambino distratto, non riescono a comprendere ciò che si cela nel suo animo e non perdono occasione per rimproverarlo. Nemmeno i genitori devono essere fieri di lui, vedendo svanire il destino di ingegnere che gli avevano prefigurato. Il padre però, superata l’iniziale reticenza, appoggerà con entusiasmo le sue inclinazioni, lasciando nella vita dell’artista un vuoto incolmabile al momento della sua precoce scomparsa. Nel 1905 infatti Egon Leon Adolf Schiele muore, aprendo nel giovane artista una ferita profonda che però avrà il merito di portare alla luce i temi dominanti della sua opera futura: l’associazione tra sesso, colpa, espiazione, insieme all’ossessione della morte e del declino.

Crediti
 • Egon Schiele •
 • SchieleArt •   •  •

Similari
Il caso Nietzsche
295% ArticoliFilosofiaGianni Vattimo
Nietzsche, accompagnato dalla sua cattiva reputazione di pensatore dei nazisti, fu poi riconsiderato, agli inizi degli anni ’60 del ventesimo secolo, da quel movimento che prese il nome: Nietzsche-Renaissance o il rinascimento nietzscheano, e soprattutto ⋯
La scrittura delle donne
239% ArticoliCixous HélèneSocietà
Héléne Cixous rilegge il saggio di Freud sulla Testa di Medusa per rivendicare il potere dell’écriture feminine, della scrittura femminile. Da terrificante e mostruosa, Medusa si trasforma in una figura sorridente e sovversiva in grado di destabilizzare l⋯
Un nuovo chiarimento della questione “Nietzsche e Stirner”
193% ArticoliBernd A. LaskaFilosofia
Da giovane ho incontrato una pericolosa divinità e non vorrei raccontare a nessuno ciò che allora ho provato — tanto di buono quanto di cattivo. Così ho imparato a tacere, come pure che bisogna imparare a parlare, per ben tacere, che un uomo che vuole te⋯
Il mercantile
175% IneditiSergio Parilli
Magari è troppo presto, ma i sognatori, hanno sempre lo sguardo perso, sicuramente piacevole nei loro pensieri e sorridono… ma, anche se sono solo due righe con due soli sostantivi, l’emozione è sempre la stessa per il poeta. Siamo nel periodo di un’attra⋯
Dall’autorganizzazione alla comunizzazione
163% ArticoliPolitica
Designare la rivoluzione come comunizzazione è dire questa cosa abbastanza banale, che l’abolizione del capitale è l’abolizione di tutte le classi, compreso il proletariato, e non la sua liberazione, il suo ergersi a classe dominante che organizza la soci⋯