La propaganda del cinismo
In un mondo in continuo mutamento, e sempre più incomprensibile, le masse erano giunte al punto di credere tutto e niente, da pensare che tutto era possibile e niente era vero. Il miscuglio era di per sé notevole, perché annunciava la fine dell’illusione che la credulità fosse una debolezza delle anime semplici e primitive, e il cinismo un vizio degli spiriti superiori e raffinati. La propaganda di massa scoprì che il suo pubblico era pronto in ogni momento a credere al peggio, per quanto assurdo, senza ribellarsi se lo si ingannava, convinto com’era che qualsiasi affermazione fosse in ogni caso una menzogna.

Crediti
 Hannah Arendt
 Le origini del totalitarismo
 Pinterest • Francis Bacon  • 




Quotes per Hannah Arendt

Il dominio totale non consente libertà d'iniziativa in nessun settore della vita, non può ammettere una attività che non sia interamente prevedibile. Ecco perché i regimi totalitari sostituiscono invariabilmente le persone di talento, a prescindere dalle loro simpatie, con eccentrici e imbecilli la cui mancanza d'intelligenza e di creatività offre dopotutto la migliore garanzia di sicurezza.  Le origini del totalitarismo

Le ideologie ritengono che una sola idea basti a spiegare ogni cosa nello svolgimento dalla premessa, e che nessuna esperienza possa insegnare alcunché dato che tutto è compreso in questo processo coerente di deduzione logica.

La manifestazione del lieve vento del pensiero non è assolutamente la conoscenza, ma l'attitudine a discernere il bene dal male la bellezza del mondo dalle sue brutture, e quindi voglio sperare che pensare possa far tornare alle persone la forza di saper prevenire terribili catastrofi in questi rari momenti in cui sopraggiunge la resa dei conti.  La banalità del male

Nessuno ha mai dubitato del fatto che verità e politica siano in rapporti piuttosto cattivi l'una con l'altra e nessuno, che io sappia, ha mai annoverato la sincerità tra le virtù politiche. Le menzogne sono sempre state considerate dei necessari e legittimi strumenti non solo del mestiere del politico o del demagogo, ma anche di quello dello statista.  Verità e politica

L'amicizia è essere e pensare con la mia propria identità dove io non sono; non generica immedesimazione, né accattivante empatia, ma dal sé fare spazio all'altro, con il proprio concreto esistere intraprendere il viaggio politico e pubblico verso la diversità in me e fuori di me, accettando il cambiamento di ciascuno che ne deriverà.