La rinuncia stessa all'azione diventa la protesta
Fare. Fare qualcosa, fare del bene, fare la pipì, far passare il tempo, l’azione in tutte le sue combinazioni. Ma dietro ad ogni azione si nascondeva la protesta, perché fare significava uscire da per arrivare a, o muovere qualcosa perché stesse qua e non là, o entrare in quella casa invece di non entrarci o entrare in quella accanto, ovvero in ogni atto era insita l’ammissione di una carenza, di qualcosa non ancora fatto e che era possibile fare, la protesta tacita di fronte alla continua evidenza della mancanza, della diminuzione, della pochezza del presente. Credere che l’azione potesse colmare, o che la somma delle azioni potesse realmente equivalere a una vita degna di questo nome, era un’illusione da moralista. Era meglio rinunciare, perché la rinuncia all’azione era la protesta medesima e non la sua maschera. Oliveira accese un’altra sigaretta, e quell’azione minima lo obbligò a sorridere fra sé ironicamente e a prendersi in giro seduta stante. Poco gli importavano le analisi superficiali, quasi sempre viziate da distrazione e trabocchetti filologici. L’unica certezza era il peso alla bocca dello stomaco, il sospetto fisico che qualcosa non andasse per il suo verso, che quasi mai fosse andato.

Crediti
 Julio Cortázar
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Quotes per Julio Cortázar

La mia diagnosi è semplice
so di non avere alcuna scelta.

Un cronopio trova un fiore solitario in mezzo ai campi. Dapprima lo vuole strappare, ma pensa che sia una crudeltà inutile e si inginocchia accanto a lui e gioca allegramente con il fiore, ossia: gli accarezza i petali, soffia su di lui per farlo danzare, ronza come un'ape, ne annusa il profumo, e infine si sdraia sotto il fiore e si addormenta avvolto in una grande pace. Il fiore pensa: «È come un fiore».  Fiore e cronopio

Quello che tanta gente chiama amare è scegliere una donna e sposarla. La scelgono, te lo giuro, l'ho visto. Come se si potesse scegliere in amore, come se non fosse un raggio che ti spezza le ossa e ti lascia come un palo in mezzo al cortile. Dirai che la scelgono perché la amano, io credo che sia il contrario. Beatrice non la scegli, Giulietta non la scegli. Non scegli la pioggia che ti penetra fin nelle ossa quando esci da un concerto.

Tutto ciò che vorrei da te sono quelle cose quotidiane, l'odore del tuo corpo, sapere cosa pensi di qualsiasi cosa, di te, di me, del nostro ambiente. Che tu guardi oltre il mio aspetto fisico, che mi ricordi con passione, e che il piacere che insieme inventiamo sia un altro segno della libertà.

Occorre lottare contro la lingua affinché non imponga le sue formule, i suoi cliché, le frasi fatte, tutto ciò che caratterizza così bene un cattivo scrittore.