La protezione porta all’indolenza
E alle superiori i ragazzi vanno lasciati andare a scuola senza protezioni, lo scenario è diverso, devono imparare a vedere che cosa sanno fare senza protezione. Se la protezione è prolungata negli anni, come vedo, essa porta a quell’indolenza che vediamo in età adulta. E la si finisca con l’alternanza scuola lavoro, a scuola si deve diventare uomini, a scuola si deve riportare la letteratura non portare il lavoro. La letteratura è il luogo in cui impari cose come l’amore, la disperazione, la tragedia, l’ironia, il suicidio. E noi riempiamo le scuole di tecnologia digitale invece che di letteratura? È folle. Guardiamo sui treni: mentre in altri Paesi i giovani leggono libri, noi giochiamo con il cellulare. Oggi i ragazzi conoscono duecento parole e non si può formulare un pensiero se ti mancano le parole. Non si pensa o si pensa poco se non si hanno le parole.

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 Umberto Galimberti
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Quotes per Umberto Galimberti

Allora invece di riempire le scuole di lavagne digitali e cavolate varie, riempiamole di letteratura, perché quello è il luogo eminente in cui impari i sentimenti.
Perché i sentimenti si imparano, non ce li hai per natura. E se uno ha sentimento non brucia un immigrato che dorme sulla panchina.
Uno che ha sentimento non picchia un handicappato.
Se uno fa queste cose non ha sentimento. Non l'ha imparato.  Il segreto della domanda

E allora se a te ti aiuta andare a Lourdes, se a te ti aiuta Padre Pio, se ti aiuta la speranza, se ti aiuta le fede, la credenza nell'immortalità, perché te la devo togliere? Ma io te le lascio tutte queste cose che ti aiutano a vivere! Però non posso negare che sono illusioni. Illusioni per vivere. Punto.

Mettendo alla prova se stessi in modo continuo e ripetitivo, controllando con la bilancia la misura delle prestazioni effettuate e dei risultati raggiunti, realizzando comportamenti coatti che poco hanno a che fare con la salute del corpo, ci si attorciglia in una spirale di autopunizioni dove non si riconosce più chi punisce e chi è punito.  I vizi capitali e i nuovi vizi

Devi capire chi sei.
Perché c'è un mucchio di gente che vive a propria insaputa. Non solo i giovani. Anche gli adulti. Soprattutto loro. I quali sono alienati 5 giorni alla settimana perché realizzano non se stessi ma gli scopi dell'apparato di appartenenza. E poi la domenica. Il sabato e la domenica che potrebbero rivolgere anche uno sguardo a sé stessi, scappano da sé stessi come dal peggior nemico. Si mettono in macchina e fanno il week end.
Per distrarsi... da sé.

Oggi, nello scenario dischiuso dal mercato, che ha risolto l'identità di ciascuno di noi nella funzione o prestazione che svolgiamo nell'apparato economico, questa distinzione tende ad annullarsi, perché se l'identità è il frutto del riconoscimento, e il riconoscimento avviene solo a livello di funzioni e prestazioni, il ruolo, che definisce l'identità sociale, definisce anche l'identità personale.  I miti del nostro tempo