La ricchezza dello spiritoIl vuoto interiore è la vera fonte della noia e anela sempre ad avere stimoli dall’esterno per mettere in movimento lo spirito e l’animo con qualsiasi cosa capiti. Infatti nella scelta degli eventi che possano stimolarli essi non vanno tanto per il sottile: lo dimostrano i miserabili passatempi a cui vediamo aggrapparsi gli uomini, così come il tipo delle compagnie che frequentano e il tono delle loro conversazioni, come infine quelli che stanno alla porta o spiano dalla finestra. Da questo vuoto interiore nasce soprattutto la ricerca di compagnie, distrazioni, piaceri e lussi d’ogni genere e tipo, che conducono molti allo sperpero e poi alla miseria. Nulla ci difende meglio mettendoci al sicuro da tale traviamento quanto la ricchezza interiore, la ricchezza dello spirito, perché essa, quanto più è copiosa tanto meno spazio lascia alla noia.

Crediti
 Arthur Schopenhauer
 La saggezza della vita
 SchieleArt •   • 




Quotes per Arthur Schopenhauer

L'impulso alla socievolezza da parte degli uomini non è in fondo qualcosa di diretto, non si basa cioè sull'amore per la compagnia, ma piuttosto sul timore della solitudine, poiché non viene tanto cercata la presenza affettuosa degli altri, quanto, per dir meglio, vengono fuggite la desolazione e l'oppressione della solitudine, assieme alla monotonia della propria coscienza.

Il grande dolore che ci provoca la morte di un conoscente intimo o di un amico nasce dalla consapevolezza che in ogni individuo c'è qualcosa che appartiene solo a lui ed è assolutamente irripetibile, e lo stesso vale per ogni animale; lo si avverte nella maniera più acuta quando per sbaglio abbiamo ferito a morte un animale cui siamo molto affezionati, e ora, cogliendo l'addio nel suo sguardo, proviamo un dolore indicibile.  Manoscritti berlinesi

E come le bestie pericolose si temono ma non si odiano, così io faccio con gli uomini. Non voglio essere μισάνθρωπος [un odia-uomini], bensì καταφρονάνθρωπος [uno sprezza-uomini]. Per poter disprezzare, come è giusto, coloro che lo meritano, cioè cinque sesti dell’umanità, la prima condizione è non odiarli.  L’arte di conoscere se stessi

Quando, osservando un vasto panorama, mi rendo conto che si forma in quanto le funzioni del mio cervello–tempo, spazio e causalità–vengono applicate a certe macchie che sono sorte sulla mia retina, allora sento che quel panorama lo porto dentro di me, e in quel momento l'identità fra la mia essenza e l'intero mondo esterno mi diventa più che mai tangibile.  L'arte di invecchiare

Io non conosco nessuna preghiera più bella di quella con cui si concludevano gli antichi spettacoli dell’India: Possano tutti gli esseri viventi restare liberi dal dolore.