La scultura del vuoto

L’uso della parola, al principio, non era destinato alle opere d’arte, anche se con esse ha un legame molto stretto. Già nell’antichità gli unici testi reperibili erano trattati di architettura o scultura che servivano per lo più da manuali per gli artisti più che a valorizzarli come oggi spesso accade. La scultura del vuoto si presenta come nuova ed innovativa, una tipologia di opera che a differenza dalla statuaria classica, che grazie alla materia di cui era composta e alla perizia tecnica si rendeva “arte“, o dalle opere più recenti dove il loro contenuto d’arte si riscontrava nel semplice lavoro concettuale, essa si rende opera d’arte grazie al suo donare. Questo avviene grazie alle potenzialità nascoste del vuoto.

La scultura del vuoto tratta l’opera d’arte, ed in particolare la scultura, da un nuovo punto di vista. Anziché valorizzarla per il suo materiale e di conseguenza per la tecnica utilizzata, l’opera viene analizzata per il vuoto che essa contiene. Vuoto che trova corpo nella creazione dell’opera e nella scrittura. Il concetto di un’opera d’arte infatti, oltre ad essere impresso nella materia, viene rivelato dalla scrittura. Da ciò che si dice di quell’opera. Quello che diciamo di un’opera però non è nient’altro che una spiegazione delle osservazioni che facciamo su di essa. O meglio, spieghiamo le opere solo nella misura in cui le abbiamo fatte oggetto di descrizione di determinazione verbale. In altre parole, noi descriviamo una relazione tra opera e concetti, andiamo e veniamo tra immagini e parole. La scultura, fra le varie arti, occupa realmente uno spazio colmando un vuoto ed allo stesso tempo creandolo. Tutti gli artisti hanno a che fare col vuoto ma alcuni hanno fatto del vuoto vere e proprie opere d’arte. L’opera scultorea deriva sempre dal risultato di una contesa fra pieni e vuoti. Anche i grandi artisti del passato hanno dovuto affrontare questo problema, forse anche inconsciamente, perché quando uno scultore si accinge a creare un’opera d’arte lavora pensando al risultato da raggiungere, ignorando l’operazione fondamentale da cui è possibile che nasca la sua opera. Il vuoto non è solo un vuoto fisico. Ogni uomo nella sua vita ha a che fare col vuoto. Una giornata vuota può essere paragonata alla noia. La noia insieme al vuoto sono parte della nostra vita, quindi è meglio degnarli di attenzione piuttosto che far finta che non esistano. Ciò che si evidenzia è quindi la vera componente essenziale che origina l’opera. Come diceva Heidegger nel suo celebre scritto “L’origine dell’opera d’arte” l’opera ci svela una verità. Qualsiasi sia il materiale dallo scultore lavorato egli agisce sempre in rapporto al vuoto, e se il compito dell’arte è quello di svelarci una verità possiamo anche sfatare il mito della bellezza nell’arte. L’opera non deve essere necessariamente bella per considerarsi d’arte. La verità è la vera bellezza.

Crediti
 • Angelo Scardino •
 • Pinterest • Arturo Martini Scultura •  •

Similari
 ⋯ Il caso Nietzsche
1093% ArticoliFilosofiaGianni Vattimo
Nietzsche, accompagnato dalla sua cattiva reputazione di pensatore dei nazisti, fu poi riconsiderato, agli inizi degli anni ’60 del ventesimo secolo, da quel movimento che prese il nome: Nietzsche-Renaissance o il rinascimento nietzscheano, e soprattutto ⋯
Friedrich NietzscheUn nuovo chiarimento della questione “Nietzsche e Stirner”
272% ArticoliBernd A. LaskaFilosofia
Da giovane ho incontrato una pericolosa divinità e non vorrei raccontare a nessuno ciò che allora ho provato — tanto di buono quanto di cattivo. Così ho imparato a tacere, come pure che bisogna imparare a parlare, per ben tacere, che un uomo che vuole te⋯
 ⋯ L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica
210% ArticoliFilosofiaWalter Benjamin
In linea di principio, l’opera d’arte è sempre stata riproducibile. Una cosa fatta dagli uomini ha sempre potuto essere rifatta da uomini. Simili riproduzioni venivano realizzate dagli allievi per esercitarsi nell’arte, dai maestri per diffondere le opere⋯
 ⋯ Arricchire la visione del mondo
178% Adolfo Vásquez RoccaArticoliFilosofia
Negli studi di Derrida e di Ricoeur intorno alla metafora e all’interpretazione, appena si cita Nietzsche, tutto quanto si pensa, si pensa partendo da lui. L’influenza che il pensiero di questo filosofo ha prodotto nella mentalità dell’Occidente è così gr⋯
 ⋯ Filosofia e rivoluzione: il testo, il contesto e la trama
134% ArticoliFilosofiaRaimon Panikkar
“Philosophy and Revolution: the Text, the Context and the Texture” è un articolo che Panikkar ha pubblicato nel luglio del 1973 sulla rivista di studi interculturali «Philosophy East and West», vol. 23, n° 3, pp. 315-322. Mai apparso in traduzione italian⋯
 ⋯ La violenza nella storia
107% ArticoliFilosofiaGérard Wormser
Queste genti si percoteano a vicenda non solo con le mani, ma con la testa, col petto, e coi piedi, troncandosi reciprocamente coi denti le membra a brano a brano. • Dante Alighieri • La violenza si presenta come una relazione e non come un oggetto, una c⋯