La serie delle trasformazioni: dalla materia inorganica alla coscienza
Gli animali sono comparsi prima degli uomini, i pesci prima degli animali terrestri, le piante anche prima dei pesci, la materia inorganica prima della organica; che quindi la materia primitiva ha dovuto traversare una lunga serie di modificazioni, innanzi che il primo occhio si aprisse. E tuttavia l’esistenza del mondo intero rimane sempre dipendente da questo primo occhio che si è aperto–fosse pure stato l’occhio di un insetto–come dall’indispensabile intermediario della conoscenza, per la quale e nella quale esclusivamente il mondo esiste, e senza la quale esso non può nemmeno essere pensato: perché il mondo è semplicemente rappresentazione; e tale essendo, abbisogna del soggetto conoscente come fondamento della sua esistenza. Anzi, quella medesima lunga successione di tempi, riempita da innumerevoli trasformazioni, attraverso cui la materia si elevò di forma in forma fino all’avvento del primo animale conoscente, può esser pensata soltanto nell’identità di una coscienza: di cui essa costituisce la serie delle rappresentazioni e la forma della conoscenza.

Crediti
 Arthur Schopenhauer
 Il mondo come volontà e rappresentazione
 SchieleArt •   • 




Quotes per Arthur Schopenhauer

Ognuno ha nell'altro uno specchio nel quale può scorgere chiaramente i propri vizi e tutto quello che di grossolano e di antipatico c'è in lui stesso. (…) Perciò, per diventare consapevoli dei propri difetti, è bene notarli e biasimarli negli altri. Per migliorarci abbiamo bisogno di uno specchio.

Che cosa sono, a guardarli bene, gioielli, perle, piume, velluto rosso e tutte quelle candele, quei danzatori e acrobati, quei mascheramenti e quei cortei di maschere, e così via? Nessuno si è mai sentito completamente felice nel presente, salvo che non fosse ubriaco. #parergaeparalipomena #schopenhauer #  Parerga e Paralipomena

Si possono conoscere i filosofi solo attraverso le loro opere, e in nessun modo con esposizioni di seconda mano.

Talvolta crediamo di aver nostalgia di un luogo lontano, mentre abbiamo soltanto nostalgia del tempo vissuto in quel luogo quando eravamo più giovani e freschi.
Così il tempo ci inganna sotto la maschera dello spazio.
Se facciamo il viaggio e andiamo là, ci accorgiamo dell'inganno.

Un ottimista mi dice di aprire gli occhi e di vedere come sia bello il mondo con le sue montagne, le sue piante, l'aria, gli animali e così via. Queste cose sono certamente belle a vedersi, ma esserle è qualche cosa di completamente diverso. Il mondo è forse un caleidoscopio?  O si pensa o si crede