C’è un solo vaso di gerani dove si ferma il treno
E un unico lampione che si spegne se lo guardi
E il più delle volte non c’è ad aspettarti nessuno
Perché è sempre troppo presto o troppo tardi
Non scendere mi dici
Continua con me questo viaggio
E così sono lieto di apprendere che hai fatto il cielo
E milioni di stelle inutili come un messaggio
Per dimostrarmi che esisti, che ci sei davvero
Ma vedi, il problema non è che tu ci sia o non ci sia
Il problema è la mia vita quando non sarà più la mia
Confusa in un abbraccio senza fine
Persa nella luce tua, sublime
Per ringraziarti non so di cosa e perché
Lasciami, questo sogno disperato d’esser uomo
Lasciami, questo orgoglio smisurato
Di esser solo un uomo
Perdonami, Signore
Ma io scendo qua
Alla stazione di Zima
Alla stazione di Zima qualche volta c’è il sole
E allora usciamo tutti a guardarlo
E a tutti viene in mente
Che cantiamo la stessa canzone con altre parole
E che ci facciamo male
Perché non ci capiamo niente
E il tempo non s’innamora due volte di uno stesso uomo
Abbiamo la consistenza lieve delle foglie
Ma ci teniamo la notte per mano stretti fino all’abbandono
Per non morire da soli quando il vento ci coglie
Perché vedi, l’importante non è che tu ci sia o non ci sia
L’importante è la mia vita finché sarà la mia
Con te, Signore è tutto così grande
Così spaventosamente grande
Che non è mio, non fa per me
Guardami, io so amare soltanto come un uomo
Guardami, a malapena ti sento
E tu sai dove sono
Ti aspetto qui, Signore
Quando ti va
Alla stazione di Zima
Stazione di Zima (Ziminskaja): Località siberiana reale e simbolica (luogo di nascita di Evtušenko), che nel testo diventa la metafora del qui ed ora, della realtà nuda e cruda dove la vita accade veramente.
Consistenza lieve delle foglie: Metafora della precarietà umana. Come le foglie sono soggette al vento, gli uomini sono soggetti al tempo, ma proprio questa fragilità rende prezioso l’atto di tenersi per mano.
Umanesimo del Limite: Posizione filosofica che non nega il trascendente, ma stabilisce che la dignità umana risiede nell’accettazione e nella cura del finito, del mortale e del particolare.
Luce Sublime: Nel linguaggio di Vecchioni, l’assoluto spirituale che, pur essendo perfetto, risulta estraneo all’esperienza sensibile e affettiva dell’essere umano.
La saggezza della concordia sociale ⋯
Gratifica a' vicini; ama e' congiunti; onora e' maggiori. Degli altri fa che molti pregino la tua virtù, e fàtti amico chi sia più che gli altri virtuoso. Degli amici, chi meno gli cura, più ne ha bisogno. Dà di te modestia in gesti, mansuetudine in parole, utilitate in fatti, e acquisterai amici. Un piccolo errore de altrui non meriti che tu privi te stesso di cosa tanto rara, quanto è lo amico. Soffrisci adonque, e modera te stesso, persino che dove manca el potere, sia la necessità. Per fare una discordia, vi bisogna due. A perseverare in concordia, basta che uno de' due sia savio.
Leon Battista Alberti Sentenze pitagoriche
Umanesimo, Filosofia morale, Aforismi
Un grido contro la tirannia della forma ⋯
Artaud voleva un corpo che non fosse più sottomesso al giudizio di Dio, né all'organizzazione degli organi imposta dalla medicina e dalla società. Il suo Corpo Senza Organi è un grido contro la tirannia della forma, un tentativo di raggiungere un grado zero di intensità pura, dove il corpo ritrova la sua potenza espressiva originaria, prima di ogni linguaggio articolato.
Jacques Derrida Il teatro e il suo doppio
Filosofia, Teatro, Decostruzione
L'annientamento di ciò che muore non appare ⋯
La legna spenta, la legna accesa, le braci, la cenere e il vento che la disperde si sono avvicendati nel cerchio luminoso dell'apparire. Al subentrare di ognuno di questi eventi, il precedente esce dall'apparire. Il cerchio dell’apparire non attesta che la legna si trasforma in cenere: appunto perché non attesta che la legna si annienta come legna. Per trasformarsi, o diventare cenere è infatti necessario che la legna si annienti come legna. Ma se l’annientamento della legna non appare, non può apparire nemmeno il suo diventare cenere.
All'interno di quel cerchio, la cenere non è la sorte toccata alla legna; essa non grida, ma tace la sorte della legna. In quel cerchio, la legna non diventa cenere, così come gli uomini non diventano polvere: la cenere è il successore della legna; la polvere dell'uomo. Ma l'annientamento di ciò che muore non appare.
Emanuele Severino La gloria
Filosofia, Metafisica
Nessuna proporzione tra finito e infinito ⋯
Quello che so, è che tra il finito e l'infinito non esiste alcuna proporzione; cosicché la differenza che può sussistere tra la più grande e la più eminente delle creature e Dio è esattamente la stessa che c'è tra Dio e il più infimo degli esseri.
Baruch Spinoza Epistola a oldenburg
Filosofia razionalista, Riflessione sull'infinito, Corrispondenza filosofica
Il ricordo persistente della fanciullezza ⋯
Ricchi non eravamo e poveri neppure: noi ragazzi si studiava di malavoglia, si mentiva alla mamma dicendo che eravamo andati a messa, quando invece avevamo giocato a biglie dietro l'angolo. Si leggeva poco e male, sempre con un occhio al mare, alla campagna napoletana, ai giochi tra amici. Qualcosa di questa lunghissima infanzia mi è rimasto cucito addosso, nascosto dentro e riesce sempre a togliermi un po' d'anni.
Massimo Troisi Pensavo fosse un comico
Cinema, Comicità, Biografia
Stazione di Zima (da Milady, 1989) di Roberto Vecchioni
Il brano, ispirato a una poesia di Evgenij Evtušenko, rappresenta uno dei vertici della poetica di Vecchioni. È un congedo da Dio non per ateismo, ma per amore della propria fragilità: l’uomo preferisce la consistenza lieve delle foglie alla luce sublime che annulla l’identità.
La nausea di Jean-Paul Sartre
Per il tema della contingenza e dell’esistenza che precede l’essenza. Il protagonista della canzone rivendica il proprio sogno disperato d’esser uomo, accettando l’angoscia della solitudine contro la rassicurazione di un abbraccio eterno che cancellerebbe l’individuo.
Il Cantico delle Creature di San Francesco d’Assisi
Citato per contrasto. Se Francesco ringrazia Dio per le creature, Vecchioni ringrazia Dio per esserci, ma gli chiede di restare fuori dalla sua vita piccola, poiché l’amore umano ha bisogno di segnali terrestri (il sole di Zima, il tenersi per mano) e non di astrazioni spaventose.






















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