Jugadores de Cartas

L’affermazione che la storia è storia della lotta di classe, sta alla base del materialismo storico. Quando il materialista storico indaga sulla lotta di classe, lo fa attraverso la critica dell’economia politica. Ora, la critica conclude che il senso della storia della lotta di classe è il comunismo: il movimento che abolisce lo stato di cose presente. Si tratta di starci dentro a questo movimento. Si obietta spesso che queste affermazioni sono espressioni di una filosofia della storia. A me però non sembra che si possa confondere il senso politico della critica con un telos della storia. Nel corso della storia, le forze produttive normal­mente producono i rapporti sociali e le istituzio­ni dentro i quali sono trattenute e dominate: questo sembra evidente, questo registra ogni determinismo storico. Perché allora ritenere che un eventuale rovesciamento di questa situazione e la liberazione delle forze produttive dal dominio dei rapporti capitalistici di produzione costi­tuiscano (secondo il senso operativo della lotta di classe) un’illusione storica, un’ideologia politi­ca, un non-senso metafisico? Cercheremo di dimostrare il contrario. […] I comunisti dunque assumono che la storia è sempre storia della lotta di classe.

Taluni dicono che non è possibile assumere questa affermazione perché la storia è stata talmente predeterminata, ed è ora talmente domina­ta dal capitale da rendere questa assunzione inef­fettuale e inverificabile. Ma coloro che dicono questo dimenticano che il capitale è sempre un rapporto di forza. Può organizzare una massiccia, pesante egemonia ma essa rappresenta pur sempre un dominio particolare dentro un rapporto di forza. Non esisterebbe il concetto di capitale, e tanto meno la sua realtà nelle sue storiche varia­zioni, se non ci fosse sempre un proletariato che il capitale sfrutta ma che è, nello stesso tempo, lavo­ro vivo produttore di capitale. La lotta di classe è il rapporto di forza che si esprime fra il padrone e il proletario: questo rapporto si distende fra sfrut­tamento e dominio capitalistico, e si instaura in istituzioni che organizzano la produzione del profitto e la sua circolazione.

Crediti
 Antonio Negri
 Comunismo: qualche riflessione sul concetto e la pratica
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