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Il nostro narratore, a questo punto si alzò, e ci chiese che, se volevamo vedere la tomba di Donna Vittoria, c’eravamo seduti sopra, era nell’ossario del cimitero; se cercavamo una foto, lei, sulla tomba, non ce l’ha mai avuta. E poi sempre con quel tono di rimprovero ci disse: “Ma cosa ne sapete voi della bellezza, credete forse che sia un viso, un corpo, no la bellezza è altro e vi auguro di avere la sensibilità di capirlo; la bellezza è un gesto, la bellezza è una espressione del viso, è un grazie, è un per favore; è un sorriso quando non ve lo aspettate; andate a caccia di questo e sarete felici, a volte devono passare mesi o anche anni e poi ad un tratto, in pochi secondi ecco un gesto fatto dalla persona più brutta che conoscete e vi incantate, durerà solo un momento ma quanta gioia. Una foto, ma cosa pensate che possa dirvi una foto, ma guardatevi in giro, guardate con quanta tenerezza vi osserva quella vecchia che vi vede passare, o la sua piccola nipote che vi sorride e batte le mani; è una rosa che voi stupidamente ignorate, è una farfalla che voi stupidamente volete acchiappare, interrompendo per sempre quella strana danza, ma ricordatevi, non danza per voi, lei ignora la vostra esistenza, lei vola, noi strisciamo. Imparate a rubare gesti ed espressioni invece di frutti negli orti degl’altri, così ogni giorno avrete qualcosa d’interessate da fare, qualcosa per cui vale la pena vivere, e se sarete fortunati o saprete guardare, un giorno, l’incontrerete la ‘vostra bellezza’ forse anche più volte, e avrete paura e avrete voglia di piangere, e avrete voglia di dirgli che l’amate ma non ci riuscirete, ecco, quella è ‘Donna Vittoria’, cercatela nel mondo qui non c’è nulla se non l’ultimo gesto di vanità di una umanità che non ha capito niente e rimanda, rimanda sempre per non dare…

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