Egon Schiele«Sì, credo che ci sia un popolo multiple, un popolo di mutanti, un popolo di potenzialità che va e viene, che appare e scompare, che si incarna nei fatti sociali, eventi letterari, eventi musicali. È comune per me essere accusato di esagerato, bestiale, stupidamente ottimista, per non vedere la miseria dei popoli. La posso vedere, ma … non lo so, forse sono delirante, ma penso che siamo in un periodo di produttività, di proliferazione, di creazione, di rivoluzioni assolutamente favolose dal punto di vista dell’emergenza di un popolo. È la rivoluzione molecolare: non è uno slogan, un programma, è qualcosa che sento, che vivo, in alcuni incontri, in alcune istituzioni, negli affetti, e anche attraverso alcuni miei pensieri». Così si riferì Guattari su quello che intravede in Brasile nel 1982.

Negli anni della maturità pochi uomini sanno, in fondo, come son giunti a se stessi, ai propri piaceri, alla propria concezione del mondo, alla propria moglie, al proprio carattere e mestiere e loro conseguenze, ma sentono di non poter più cambiare di molto. Si potrebbe sostenere persino, che sono stati ingannati; infatti è impossibile scoprire una ragione sufficiente per cui tutto sia andato proprio così come è andato; avrebbe anche potuto andare diversamente; essi hanno influito pochissimo sugli avvenimenti, che per lo più sono dipesi da circostanze svariate, dall’umore, dalla vita, dalla morte di tutt’altri individui; e solo in quel dato momento si sono abbattuti su di loro. Quand’erano giovani la vita si stendeva loro dinanzi come un mattino senza fine, colmo di possibilità e di nulla, e già al meriggio ecco giungere all’improvviso qualcosa che pretende di essere ormai la loro vita; e tutto ciò è così sorprendente come vedersi davanti tutt’a un tratto una persona con la quale siamo stati vent’anni in corrispondenza, senza conoscerla, e ce la siamo immaginata completamente diversa.

Glossario
Crediti
 Robert Musil
 L'uomo senza qualità
 SchieleArt •   • 



Citazioni correlate

Il canto come rievocazione del grido ⋯ 
Il grido. Sta all'inizio della vita dell'uomo sulla terra. Il grido di caccia, di guerra, d'amore, di terrore, di gioia, di dolore, di morte. Ma anche gli animali gridano; e per l'uomo primitivo grida anche il vento e la terra, la nube e il mare, l'albero, la pietra, il fiume. Ma solo l'uomo si raccoglie attorno al proprio grido, in assenza degli eventi che l'hanno provocato. Al grido sono legati gli aspetti decisivi dell'esistenza e nella rievocazione del grido le più antiche comunità umane non solo scorgono la trama che le forma, ma annodano stabilmente i fili della trama, cioè si stabiliscono e confermano nel loro essere comunità umane. L'intera vita dei popoli più antichi si raccoglie intorno alla rievocazione del grido, cioè attorno al canto; e il canto avvolge i viventi ben più strettamente del calore dei fuochi attorno a cui essi stanno.
 Emanuele Severino  Il parricidio mancato
 Filosofia, Antropologia filosofica, Metafisica


La città come suprema creazione umana ⋯ 
La città è una stupenda emozione dell'uomo. La città è un'invenzione, anzi: è l'invenzione dell'uomo.
 Renzo Piano  La responsabilità dell'architetto
 Architettura, Urbanistica, Saggistica


Il diritto alla vita non si mendica ⋯ 
Il diritto a vivere non si mendica, si prende… Comprendo che avreste preferito che fossi sottomesso alle vostre leggi, che operaio docile avessi creato ricchezze in cambio di un salario miserabile. E che, il corpo sfruttato e il cervello abbrutito, mi fossi lasciato crepare all'angolo di una strada. In quel caso non mi avreste chiamato bandito cinico ma onesto operaio… Vi ringrazio molto di tanta bontà, di tanta gratitudine, Signori!...
 Alexandre Marius Jacob  Perché ho rubato
 Anarchismo, Discorso legale, Autobiografia


La quiete sognata oltre il tempo ⋯ 
È tempo, amica, è tempo! il cuore chiede pace -
Volano i giorni sui giorni, e ogni ora porta via
Di vita una particola, ed io con te, noi due,
Presumiamo di vivere – e per l'appunto a un tratto moriremo.

Non è felicità nel mondo, ma c'è pace e libertà.
Da tempo sogno invidiabile sorte -
Da tempo, stanco schiavo, ho meditato la fuga
Verso un lontano riparo di opere e pure delizie.
 Aleksandr Sergeevič Puškin  Poemi e liriche
 Romanticismo russo, Poesia lirica, Poesia


Consumo e Identità Fragile ⋯ 
La società moderna ha trasformato il desiderio in bisogno artificiale, creando individui che cercano identità nel consumo, ma trovano solo un vuoto crescente che nessun acquisto può colmare, perché la vera appartenenza si costruisce attraverso relazioni autentiche e non attraverso oggetti posseduti
 Remo Bodei  Il vuoto dei valori
 Filosofia, Sociologia, Antropologia


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