⋯  ⋯
L’essere umano è un essere vivente. Tutti gli esseri viventi animali sono gregari; l’essere umano è originariamente comunitario. In quanto comunità sempre incalzate nella loro vulnerabilità dalla morte, dall’estinzione, devono continuamente avere un’ancestrale tendenza, istinto, di volere permanere in vita. Questo volere vivere degli esseri umani in comunità si denomina volontà. La volontà-di-vita è la tendenza originaria di tutti gli esseri umani – correggendo l’espressione tragica di A. Schopenhauer, la dominatrice tendenza della “volontà-di-potere” di Nietzsche o di M. Heidegger.

Nella modernità eurocentrica, a partire dall’invasione e la successiva conquista dell’America nel 1492, il pensiero politico ha definito in generale il potere come dominazione, già presente in N. Machiavelli, Th. Hobbes e tanti altri classici, inclusi M. Bakunin, L. Trotsky, V. I. Lenin, o M. Weber – ciascuno con differenze concettuali importanti. Al contrario, i movimenti sociali attuali hanno la necessità di avere fin dall’inizio una nozione positiva del potere politico (sapendo che frequentemente si feticizza, si corrompe, si snatura come dominazione). La “volontà-di-vivere” è l’essenza positiva, il contenuto come forza, come potenza che può muovere, trascinare, spingere. Nel suo fondamento la volontà ci spinge ad evitare la morte, a postergarla, a permanere nella vita umana.

Per questo il vivente deve impugnare o inventare mezzi di sopravvivenza per soddisfare i propri bisogni. Bisogni che sono negatività (la fame è mancanza di alimento, la sete mancanza di acqua, il freddo mancanza di calore, l’ignoranza mancanza di sapere culturale, ecc.) che devono essere negate da soddisfacimenti (l’alimento nega la fame: negazione della precedente negazione o affermazione della vita umana).

Potere impugnare, usare, possedere i mezzi per la sopravvivenza è già il potere. Colui che non-può manca della capacità o facoltà di potere riprodurre o aumentare la propria vita con il possesso dei suoi mezzi. Uno schiavo non ha potere, nel senso che non può a partire dalla propria volontà (perché non è libero o autonomo) effettuare azioni o funzioni istituzionali in nome proprio e per il proprio bene.

In questo senso, quanto al contenuto e alla motivazione del potere, la “volontà-di-vita” dei membri della comunità, o del popolo, è già la determinazione materiale fondamentale della definizione del potere politico; cioè, la politica è un’attività che organizza e promuove la produzione, la riproduzione e il miglioramento della vita dei suoi membri. E in quanto tale potrebbe denominarsi “volontà generale” – in un senso più radicale e preciso che quello di J. J. Rousseau.


Crediti
 • Enrique Dussel •
 • Venti tesi di politica •
 • trad. Antonino Infranca •
 • Pinterest •   •  •

Similari
Il caso Nietzsche
630% ArticoliFilosofiaGianni Vattimo
Nietzsche, accompagnato dalla sua cattiva reputazione di pensatore dei nazisti, fu poi riconsiderato, agli inizi degli anni ’60 del ventesimo secolo, da quel movimento che prese il nome: Nietzsche-Renaissance o il rinascimento nietzscheano, e soprattutto ⋯
Il potere e l’onore
386% ArticoliGiuseppe TortoraPolitica
Quando penso a certi personaggi che hanno popolato le nostre aule parlamentari, non riesco a fare a meno di pensare ad una famosa scena del film «Totò a colori». In treno, in uno scompartimento del vagon-lit, il sospettoso Antonio Scannagatti, musicista i⋯
Dall’autorganizzazione alla comunizzazione
316% ArticoliPolitica
Designare la rivoluzione come comunizzazione è dire questa cosa abbastanza banale, che l’abolizione del capitale è l’abolizione di tutte le classi, compreso il proletariato, e non la sua liberazione, il suo ergersi a classe dominante che organizza la soci⋯
La fattibilità del potere
266% Enrique DusselPolitica
Le volontà dei membri della comunità unita consensualmente non sono sufficienti per descrivere il potere politico. È ancora necessaria un’ultima determinazione. Per possedere la facoltà del potere, la comunità deve potere usare mediazioni, tecnico-strumen⋯
Il pensiero eterocentrico
262% ArticoliMonique WittigSocietà
Negli ultimi venti anni, il linguaggio ha dominato i sistemi teorici e le scienze umanistiche, penetrando così, nelle discussioni politiche dei movimenti delle lesbiche e di liberazione delle donne. Si tratta di un campo politico importante, in cui entra ⋯