Mutter mit zwei kindern
Chiunque fa una pura opera d’amore, ossia reca danno al proprio egoismo a vantaggio di quello altrui, ossia diminuisce il proprio benessere per diminuire la sofferenza altrui – può farlo (a meno che non sia spinto da qualche celato motivo egoistico, qual è anche la ricompensa in cielo, e allora tutta quanta l’azione non è che parvenza) soltanto perché, affrancatosi in qualcosa dalla conoscenza secondo il principio di ragione sufficiente, penetra il principium individuationis e riconosce perciò che la distinzione tra lui e gli altri è solo apparente, e la volontà di vivere, che egli stesso è, costituisce l’in sé della propria come dell’altrui apparenza, ed è essa quel che vive in tutti, che anzi ciò si estende agli animali e a tutta quanta la natura. Quindi non appena compare questa conoscenza e fino a quando rimane viva (l’egoismo la può soffocare con violenza), non potrà lasciare che altri vivano negli stenti mentre lui gode del superfluo e di cose di cui può privarsi.
Ora, però, abbiamo detto anche che il senso intimo, l’essenza e il significato di ogni virtù è la negazione, l’annullamento della volontà di vivere. Ma la virtù non può che avere, tuttavia, un’ unica origine.

Crediti
 • Arthur Schopenhauer •
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