L'antica memoria degli antenati
Ciò che forse Buck preferiva era sdraiarsi presso il fuoco, stendendo le gambe anteriori e raccogliendo le posteriori, con la testa eretta e gli occhi sognanti, fissi alla fiamma.
Alle volte pensava alla grande casa del giudice Miller, laggiù nella soleggiata valle di Santa Chiara, con la bella vasca di cemento e con Ysabel, la piccola messicana a pelo raso, e Toots, il cagnetto giapponese. Ma ricordava anche l’uomo dalla maglia rossa, la morte di Curly, la grande battaglia con Spitz e le buone cose che avevano mangiato o che gli sarebbe piaciuto mangiare. Non soffriva di nostalgia; la terra del Sud era troppo lontana nei suoi ricordi e quelle vecchie memorie non avevano alcun potere su Buck; maggiore potenza aveva invece il ricordo atavico che riportava alla sua mente scene e cose mai viste e che pure gli sembravano tanto familiari; l’istinto, l’antica memoria degli antenati, era ormai diventato per Buck un’abitudine normale e, quantunque sopito per tanto tempo, si era risvegliato negli ultimi tempi e ora riviveva in lui come una vita nuova.

Crediti
 • Jack London •
 • Il richiamo della foresta •
 • SchieleArt •   •  •

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