⋯ Vicente Romero Redondo ⋯

– Lord Henry, è vero che avete una pessima influenza, come racconta Basil?
– La buona influenza non esiste, signor Gray. Qualunque influenza è immorale; immorale dal punto di vista scientifico.
– Perché?
– Perché influenzare qualcuno significa dargli la propria anima. Egli non pensa più i suoi pensieri naturali, non brucia più delle sue passioni naturali; le sue virtù non sono naturali per lui e i suoi peccati, se i peccati esistono veramente, sono presi a prestito. Diventa l’eco di una musica altrui, l’attore di una parte che non è stata scritta per lui. Lo sviluppo di noi stessi è lo scopo della vita; ognuno di noi è al mondo per tradurre perfettamente in realtà la propria natura. Al giorno d’oggi la gente ha paura di se stessa. Tutti hanno dimenticato quello che è il più alto di tutti i doveri, il dovere che abbiamo verso noi stessi. Sono caritatevoli, certo; danno da mangiare agli affamati e vestono gli ignudi, ma le loro anime rimangono affamate e nude. Il coraggio è scomparso dalla nostra razza; in realtà forse non l’abbiamo mai avuto. Il terrore della società che è il fondamento della morale e il terrore di Dio che è il segreto della religione sono le due cose che ci governano. Eppure, credo che se un uomo vivesse pienamente e compiutamente la propria vita, dando forma a ogni sentimento, espressione a ogni pensiero, realtà a ogni sogno, credo che ne deriverebbe al mondo un tale impulso fresco di gioia da farci dimenticare tutte le infermità del medievalismo e da farci tornare all’ideale ellenico e magari a qualche cosa di più bello, di più ricco dell’ideale ellenico. Ma il più coraggioso tra noi ha paura di se stesso. Nelle rinunce volontarie che rovinano la nostra vita rivive tragicamente la mutilazione del selvaggio. Noi siamo puniti per quello che rifiutiamo a noi stessi; ogni impulso che ci sforziamo di strangolare fermenta nella mente e ci intossica. Il corpo pecca una volta sola e così esaurisce il proprio peccato, dato che l’azione costituisce una forma di purificazione, e allora non resta che il ricordo di un piacere oppure il lusso di un rimpianto. Cedere a una tentazione è l’unico modo di liberarsene. Se si resiste, l’anima si ammala di bramosia delle cose che ha vietato a se stessa, di desiderio di ciò che le sue leggi mostruose hanno fatto mostruoso e illegale. Qualcuno ha detto che i grandi avvenimenti del mondo avvengono nel cervello; ma è pure nel cervello e solo nel cervello che avvengono i grandi peccati del mondo. Voi, signor Gray, anche voi, con tutta la vostra gioventù che è come una rosa rossa e la vostra adolescenza che è come una rosa bianca, avete avuto passioni che vi hanno terrorizzato, idee che vi hanno riempito di spavento, sogni, di giorno e di notte, che solo a ricordarli vi farebbero salire alle guance il rossore della vergogna…
– Basta! – esclamò Dorian Gray.
– Basta! Voi mi stordite. Non so che cosa dire. C’è una risposta a quel che state dicendo, ma non riesco a trovarla. Non parlate; lasciatemi pensare, o, piuttosto, lasciatemi provare a non pensare.

Crediti
 • Oscar Wilde •
 • Il ritratto di Dorian Gray •
 • Pinterest •  Vicente Romero Redondo •  •

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