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Sento una critica sottile, di sottofondo, nelle opinioni e nel ciarlare di chi gira intorno alla mia vita e non si rende conto di quanto siano presenti e potenti le assenze, nella mia esistenza.

Giuro che non sto tentando di costruire fantasmi soltanto per trovare delle scuse, giustificazioni alla mia insensata incapacità di inventarmi conoscenze nuove.

È soltanto e terribilmente colpa del fatto che soffoco nel marasma di assenza che ho costruito intorno a me.

Non rimpiango le scelte fatte, non è nella mia natura e anche quando mi chiudo nell’introspezione non è al rimpianto che arrivo solitamente, bensì alla mia tacita e cronica incapacità di “prolungare il bello“, stritolandolo per non perderne memoria e dipanandone il filo tra i giorni ed i mesi affinchè decada il più tardi possibile.

Cosa posso fare, però, se le persone che amo mi mettono di fronte a scelte che ci separano, irrimediabilmente?

Faccio il primo passo anche quando dovrei aspettare la controparte, tento di spiegarmi e farmi spiegare ragioni, sfumatura, declinazioni delle umane sensazioni, ma se di fondo si instaurano fratture che chances reali ho di recuperare, riparare?

I nostri cuori non sono vasi di porcellana.

I nostri cuori affogano irrimediabilmente, natanti modesti e mediocri, ma con essi non riescono ad affogare le mie memorie di voi.

Non riesco a scorrere i capitoli della mia vita perché gli ultimi che ho vissuto sono troppo attraenti, finisco col rileggerli, col lasciarmi andare nuovamente in mezzo a prati che conosco, erba che sa di profumi respirati tra le mie dita e sotto la mia stretta, capelli fluorescenti d’eccitazione, timidezza di sorrisi accennati, forzati, interminabili.

Non so neanche ipotizzare se rivorrei ciò che ho avuto, o vorrei non averlo mai avuto.

È proprio questo che mi terrorizza.

L’ansia di aver perso qualcosa di irrecuperabile mi porrebbe, almeno, in una prospettiva di baratro dalla quale uscire, mentre questo limbo di non-rimpianto dolorosamente privo di speranze e proiezioni future mi lascia, semplicemente, solo, triste, nero.

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