La guerra scoppiata nel millenovecentoquattordici ha messo a nudo la crisi dei partiti socialisti europei. Molti capi hanno scelto di sostenere i propri governi invece di difendere i lavoratori. Questa scelta ha rotto l’unità dei braccianti e degli operai. La Seconda Internazionale è caduta sotto il peso della difesa nazionale borghese. I discorsi sulla pace sono diventati gusci vuoti. Si usano parole vecchie per coprire fatti nuovi e amari. La realtà della lotta di classe è stata messa da parte per favorire la produzione bellica. I dirigenti che prima parlavano di rivoluzione ora siedono nei palazzi del potere e chiedono ubbidienza. Essi dicono che la difesa della patria viene prima di ogni altra cosa. Ma la patria dei padroni non è quella di chi fatica nelle officine o nei campi bagnati dalla pioggia.
Il sistema di dominio della borghesia richiede un ordine costante nelle retrovie. Se la massa si sveglia, il profitto dei pochi cessa di crescere. Per questo si mettono in atto piani di controllo che investono ogni ambito sociale. Si deve impedire che il popolo capisca il gioco dei capi militari e bancari. I giornali diffondono notizie utili alla causa della guerra. Si crea un clima di timore per tenere ferma la volontà di chi subisce. Ma la fame non sparisce con la propaganda. La gente vede i propri figli morire al fronte mentre i ricchi accumulano capitali. La tensione sale e il sistema deve trovare modi per placarla senza cambiare le basi della produzione. La tecnica del comando si divide allora in percorsi differenti. Uno usa la forza bruta del soldato, l’altro usa la parola calma del consolatore.
Tutte le classi oppressive devono tutelare il proprio dominio in due funzioni sociali: nella funzione del carnefice e nella funzione del culo. Palach deve sopprimere la protesta e l’indignazione degli oppressi. Il Papa dovrebbe consolare gli oppressi, trarre loro prospettive (questo è particolarmente conveniente fare senza garantire la fattibilità di tali prospettive… ) attenuando disastri e vittime preservando il dominio di classe, e quindi riconciliandoli con questa dominazione, per scoraggiarli dalle azioni rivoluzionarie, per minare il loro umore rivoluzionario, per distruggere la loro determinazione rivoluzionaria. Questa manovra serve a mantenere la calma negli uffici e nelle fabbriche. Il potere ha bisogno di soggetti che non sentano il peso della propria condizione servile e che accettino la sottomissione come una necessità o come una prova morale.
Questa divisione del lavoro politico garantisce la stabilità del sistema capitalista. Se la forza delle armi non basta a fermare lo sciopero, interviene la forza della persuasione. I capi del socialismo traditore hanno preso il posto dei vecchi preti. Essi promettono riforme future per evitare lo scontro presente. Dicono che il progresso arriverà con la pazienza e con il voto. Ma intanto la macchina della guerra continua a macinare vite umane. Il ruolo di chi consola è quello di rendere tollerabile l’oppressione quotidiana. Si parla di giustizia nei libri per non vederne l’assenza nelle strade polverose delle periferie urbane. I braccianti vengono convinti che il loro sacrificio serva a un fine che sta oltre la loro vita. Invece serve solo a mantenere intatte le rendite dei proprietari terrieri.
La rotta corretta verso l’emancipazione richiede la rottura con la Seconda Internazionale. Non si può dialogare con chi agisce come un funzionario del nemico di classe. Gli operai devono costruire la propria ascesi politica basata sulla verità dei fatti nudi. Dobbiamo guardare alla realtà senza il velo delle ideologie di comodo prodotte nei salotti borghesi. Il potere non cade per un atto di volontà isolata. Occorre una organizzazione solida come l’acciaio capace di resistere agli urti della reazione armata dello Stato. La forza del popolo risiede nella sua unità di azione e nella sua chiarezza di intenti. Ogni ora passata a ubbidire ai falsi capi è una ora regalata alla prigione del lavoro salariato. La storia non aspetta chi tentenna davanti al pericolo. La terra deve tornare a chi la lavora. Le officine devono passare sotto il controllo di chi produce valore in ogni giorno della propria esistenza sociale rivoluzionaria che cerca la fine del vecchio ordine dei padroni e dei loro servi.
Il fallimento della Seconda Internazionale
Capitolo II
Pubblicato in Italia: Maggio 1917
SchieleArt • •
Il saggio analizza la prima crisi dei partiti socialisti durante il primo conflitto mondiale svelando il tradimento dei leader favorevoli alla guerra. La scrittura descrive con rigore la complicità delle correnti riformiste con lo Stato borghese e propone la rottura dottrinale come via per risvegliare l'unione e la coscienza rivoluzionaria delle masse. L'autore propone uno studio scientifico e distaccato dei fatti mostrando come le scelte della società abbiano consumato le relazioni umane reali delle popolazioni. Questo saggio offre strumenti utili per superare la spaccatura culturale e per ritrovare il cammino comune delle scelte personali.
Le due funzioni sociali ⋯
Tutte le classi oppressive devono tutelare il proprio dominio in due funzioni sociali: nella funzione del carnefice e nella funzione del consolatore. Il primo deve sopprimere la protesta e l'indignazione degli oppressi, mentre il secondo dovrebbe consolarli attenuando disastri e vittime e preservando il dominio di classe per scoraggiarli dalle azioni rivoluzionarie.
Vladimir Lenin Il fallimento della Seconda Internazionale
Saggistica, Politica
Il comitato d'affari del potere ⋯
Lo Stato è il comitato che gestisce gli affari del capitale, reprimendo le resistenze per perpetuare un sistema che aliena e domina l'umanità
Vladimir Lenin Stato e rivoluzione
Teoria politica, Marxismo, Saggio politico
L'imperialismo come macchina parassitaria ⋯
Lenin svela l'imperialismo monopolistico, una macchina parassitaria che strangola il movimento operaio
Vladimir Lenin L'imperialismo, fase suprema del capitalismo
Marxismo-leninismo, Saggistica economica, Teoria politica
Stato strumento dominazione e liberazione uomini ⋯
Lo Stato è lo strumento di dominazione di una classe sull'altra. Non è una conciliazione degli interessi, ma una macchina per l'oppressione. Il suo superamento è il fine ultimo della rivoluzione proletaria, che deve distruggere il vecchio apparato e costruire un nuovo Stato transitorio, in vista di una società senza classi e senza dominio, un obiettivo che si realizza attraverso la liberazione di tutti gli uomini.
Vladimir Lenin Stato e rivoluzione
Politico, Saggistica politica
La macchina della forza ⋯
Lo Stato è l'organizzazione della violenza per la repressione di una classe qualsiasi. Finché esiste lo Stato non vi è libertà; quando vi sarà libertà, non vi sarà più Stato nel senso tradizionale del termine.
Vladimir Lenin Stato e rivoluzione
Saggistica, Politica
Carnefice: La funzione sociale violenta dello Stato che reprime la protesta e l’indignazione delle classi oppresse per preservare il solo dominio economico borghese.
Consolatore: La funzione sociale che attenua le sventure e le vittime offrendo finti progetti religiosi o riformisti per frenare la sola lotta rivoluzionaria.
Internazionale: L’organizzazione politica dei lavoratori di diverse nazioni che tradì la propria missione nel primo duro conflitto militare e mondiale dei padroni capitalisti.
Oppressione: La condizione di sottomissione materiale e sociale imposta dallo Stato capitalista sulle classi lavoratrici per difendere i profitti delle sole ditte private.
La rivoluzione russa di Rosa Luxemburg
La trattazione esamina gli eventi del millenovecentodiciassette criticando le derive autoritarie del potere bolscevico in difesa della democrazia socialista e della libertà di espressione per tutti i lavoratori. La ricerca svela i pericoli della burocratizzazione proponendo un cammino di partecipazione popolare reale contro il controllo dello Stato. La prosa descrive la fine della precarietà del nostro cammino comune per colmare il divario delle relazioni e per difendere le nostre scelte politiche comuni nelle nostre nestre società moderne.
Riforma o rivoluzione? di Rosa Luxemburg
Lo studio esamina il conflitto tra la corrente riformista e quella rivoluzionaria all’interno dei partiti socialisti svelando come il gradualismo economico non possa condurre al superamento del capitalismo. L’analisi propone un percorso di lotta sociale attiva basato sulla mobilitazione delle masse operaie per scardinare il potere borghese. La prosa descrive la fine della precarietà del nostro cammino comune per colmare il divario etico e per salvare le nostre scelte personali reali oggi nel mondo moderno.
La democrazia industriale di Sidney Webb
La ricerca esamina lo sviluppo dei sindacati e delle relazioni industriali nella società contemporanea proponendo l’estensione dei principi democratici all’interno delle ditte e dei luoghi di lavoro. La trattazione offre uno studio spietato e distaccato delle leggi che regolano l’economia e propone una via per tutelare la dignità reale delle persone. Questo saggio descrive la fine della precarietà nelle nostre relazioni umane svelando le scelte etiche reali nel nostro tempo moderno e reale.
Le argomentazioni di supporto evidenziano come la borghesia mantenga il controllo attraverso una duplice funzione: la repressione violenta affidata all’apparato militare (‘carnefice’) e la persuasione ideologico-morale affidata ai leader socialisti traditori (‘consolatore’).
La premessa implicita è che lo Stato e la patria siano espressioni esclusive degli interessi dei padroni, incompatibili con il benessere dei lavoratori.
La conclusione impone come unica via d’uscita storica la fondazione di un’organizzazione rivoluzionaria solida, l’abbattimento del sistema capitalista e il passaggio diretto del controllo della terra e delle officine ai produttori.
Il flusso si apre descrivendo il trauma storico del 1914, definendo il crollo della Seconda Internazionale come punto di partenza empirico.
La transizione successiva sposta l’analisi dal fronte bellico alle retrovie sociali, introducendo il nucleo teorico della duplice tecnica di comando (forza e consolazione).
Questo blocco centrale si sviluppa descrivendo l’analogia formale tra il clero tradizionale e i leader socialdemocratici opportunisti, visti come nuovi agenti di mitigazione del conflitto.
L’ultima transizione logica converte l’analisi distruttiva in proposta d’azione, conducendo il flusso verso un finale imperativo e programmatico incentrato sulla necessità dell’ascesi politica e dell’unione rivoluzionaria.
- Il fallimento del 1914: Il crollo della Seconda Internazionale e la sottomissione dei capi socialisti alla retorica della difesa nazionale borghese.
- L’apparato di controllo delle retrovie: L’uso coordinato della stampa e della propaganda bellica per tutelare i profitti industriali e arginare lo scontento causato dalla fame.
- La duplice funzione del dominio: La teorizzazione delle funzioni accoppiate del ‘carnefice’ (Palach) e del ‘consolatore’ (il Papa) per neutralizzare la spinta rivoluzionaria.
- I socialisti traditori come nuovo clero: Il ruolo dei falsi capi nel sostituire le vecchie promesse religiose con illusioni riformiste e parlamentari.
- Il manifesto dell’emancipazione: L’obbligo della rottura organizzativa, la necessità di una struttura ‘solida come l’acciaio’ e il passaggio dei mezzi di produzione ai lavoratori.
Il nucleo concettuale più denso e ruvido risiede nella polarizzazione tra le figure del ‘carnefice’ (Palach) e del ‘consolatore’ (il Papa): il primo agisce sul corpo reprimendo l’indignazione, il secondo interviene sulla psiche per ‘minare l’umore rivoluzionario’.
Il significato implicito del passaggio dei socialisti al ruolo di ‘vecchi preti’ evidenzia come il riformismo non sia una parziale conquista, ma una tecnica di sedazione del conflitto, mirata a mantenere intatte le ‘mura della prigione del lavoro salariato’.
Le scelte linguistiche dividono rigidamente il mondo in due campi semantici: quello della falsità borghese, descritto con termini legati all’inganno o all’immobilità (‘propaganda’, ‘salotti borghesi’, ‘pazienza’, ‘servi’), e quello della realtà proletaria, espresso attraverso la durezza materica e della terra (‘campi bagnati dalla pioggia’, ‘officine’, ‘acciaio’, ‘strade polverose’).
L’inserimento di espressioni gergali crude o storpiature linguistiche (‘funzione del culo’, ‘Palach’) accentua la volontà di demistificare l’aulicità del potere tramite un realismo violentemente antiaugusteo.
- L’opportunismo e il tradimento socialdemocratico: La metamorfosi dei dirigenti operai in funzionari dello Stato borghese, capaci di barattare la rivoluzione con l’integrazione nei palazzi del potere.
- La meccanica del dominio di classe: La coesistenza necessaria di coercizione fisica e subordinazione morale/religiosa per garantire la stabilità economica del capitalismo.
- Il primato dei bisogni materiali sulla retorica nazionale: L’opposizione irriducibile tra la patria astratta dei padroni e la sussistenza fisica (la fame, i figli morti) dei lavoratori.
- La ferrea organizzazione d’avanguardia: L’assunto che l’emancipazione non nasca spontaneamente ma richieda un’architettura politica d’acciaio improntata all’unità d’azione.
Viene dato per scontato che la rottura radicale con le istituzioni democratiche e la Seconda Internazionale produca necessariamente un’alternativa democratica dei lavoratori, ignorando il rischio di una deriva burocratica e autoritaria del partito d’acciaio.
Si rileva inoltre la presupposizione che esista una sola ‘verità dei fatti nudi’ oggettiva e immediatamente accessibile al proletariato, purché emendata dal velo della propaganda.
Tuttavia, l’argomentazione cade in una fallacia di falsa dicotomia quando stabilisce che ogni forma di dialogo, riforma parziale o voto parlamentare sia intrinsecamente un atto di servilismo e tradimento, azzerando le sfumature e i reali miglioramenti materiali ottenuti per via sindacale.
La prova cardine dell’argomento resta aneddotica ed emotiva, fondata sul contrasto visivo tra i ricchi che accumulano capitali e i figli della massa inviati a morire al fronte.
Sul piano filosofico e letterario, lo scritto ricalca fedelmente le tesi esposte da Lenin in opere cardine come ‘L’imperialismo fase suprema del capitalismo’ e ‘Stato e Rivoluzione’, in particolare nella velenosa polemica contro Karl Kautsky e i ‘socialsciovinisti’.
La fusione tra l’analisi economica marxista e il richiamo alla disciplina ferrea, all’ascesi e alla militarizzazione del partito riflette pienamente l’orizzonte culturale che preparò la Rivoluzione d’Ottobre del 1917.
1. «La patria dei padroni non è quella di chi fatica nelle officine o nei campi bagnati dalla pioggia.»
2. «Tutte le classi oppressive devono tutelare il proprio dominio in due funzioni sociali: nella funzione del carnefice e nella funzione del culo.»
3. «Ogni ora passata a ubbidire ai falsi capi è una ora regalata alla prigione del lavoro salariato.»
Glossario dei Termini Tecnici ed Evocativi:
* Seconda Internazionale: L’organizzazione fondata nel 1889 che riuniva i partiti socialisti e laburisti europei, collassata nel 1914 quando i singoli partiti nazionali scelsero di votare i crediti di guerra, tradendo il principio dell’internazionalismo proletario.
* Socialismo traditore (Socialsciovinismo): Termine polemico impiegato per definire i leader socialisti che, allo scoppio del conflitto, anteposero la difesa della patria borghese alla solidarietà internazionale tra i lavoratori.
* Funzione del carnefice e del consolatore: Duplice pilastro del controllo di classe; il primo reprime fisicamente le insurrezioni, il secondo ammortizza psicologicamente la sofferenza sociale offrendo prospettive future illusorie per prevenire l’azione rivoluzionaria.
* Unità di azione: Principio cardine della prassi rivoluzionaria che esige l’esecuzione compatta, ferrea e priva di esitazioni interne delle decisioni strategiche prese dall’avanguardia organizzata del proletariato.
























Ancora nessun commento