Le infermiere
Infermiere a frotte prendono la strada di casa. Protetto
dai miei occhiali neri le osservo andare e ritornare.
Loro sono protette dal crepuscolo.
Una scia di infermiere e una scia di scorpioni.
Vanno e vengono.
Alle sette di sera? Alle otto
di sera?
A volte qualcuna alza la mano e mi saluta. Poi raggiunge
la sua auto, senza voltarsi, e scompare
protetta dal crepuscolo, come io dai miei occhiali neri.
Tra i nostri reciproci imbarazzi c’è il vaso di Poe.
Il portafiori senza fondo che contiene tutti i crepuscoli,
tutti gli occhiali neri, tutti
gli ospedali.

Crediti
 • Roberto Bolaño •
 • I cani romantici •
  • trad. Francesco Marotta •
 • SchieleArt •   •  •

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