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Van Gogh commenta nelle lettere a Theo, nel giugno del 1885, il motivo della Vecchia torre del cimitero: Ho voluto dire come quella rovina dimostri che lì da secoli i contadini vengono messi a riposare negli stessi campi in cui hanno lavorato da vivi. Ho voluto dire come morire e seppellire siano cose semplici, belle come la caduta delle foglie d’autunno; nient’altro se non un po’ di terra rivoltata, una croce di legno. I campi che lo circondano formano un’ultima linea contro l’orizzonte, dove l’erba del cimitero finisce, oltre il muretto, come l’orizzonte del mare. E ora quella rovina, malgrado le sue solide fondamenta, sta a significare che la fede e la religione si sono sbriciolate, che la vita e la religione di contadini è in ogni caso la stessa: nascere e appassire come l’erba e i fiori che crescono lì nel cimitero. “Les religions passent, Dieu demeure” (le religioni passano, Dio resta), è un detto di Victor Hugo, che è stato seppellito pure lui da poco.

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