Potrai tuttavia intendere di questo o alla presenza o con lettere dallo stesso Raffaello, ed è necessario che lo intendi ancora per un altro dubbio occorso, non so se per mia colpa o tua, ovvero di Raffaello medesimo. Perché non ci venne in mente di chiedere da esso in qual mare era posta quest’isola, nè in qual parte di quel mondo nuovo. Vorrei con alquanto del mio ricomperare questa cognizione, perché mi vergogno non sapere in qual mare ella sia, dovendone ragionare così a lungo, ed ancora perché due de’ nostri uomini, ma uno specialmente pio e teologo, brama di andare in Utopia, non già per curiosità di veder cose nuove, ma per aumentare la cristiana religione, ivi cominciata. Ed ha disposto di farsi creare dal pontefice vescovo di Utopia, giudicando che sia fruttuoso il ricercare tale officio, non mirando all’onore nè al guadagno, ma alla pietà. Pregoti adunque, o Pietro, che alla presenza o con lettere vogli tanto intendere circa quest’isola da Itlodeo, che non vi sia alcuna falsità, né vi manchi verità alcuna. E per mio avviso sarebbe comodo mostrargli questo libro, quando che niuno potrà meglio correggervi gli errori, e con più acconcio lo farà, avendo in mano questo mio scritto. Potrai ancora intendere quando gli piaccia ch’io mandi in pubblico quest’opera. Perché s’egli avesse disposto di scrivere le sue fatiche, forse avrà a male ch’io le scriva, ed io altresì mi rimarrò di preoccupargli questo nuovo fiore di pubblicare la repubblica Utopiense: quantunque non ho determinato ancora s’io voglia pubblicarla. Perché sono tanto rari i gusti degli uomini, tanto difficili gli ingegni, tanto ingrati gli animi, e sconci i giudizj, che meglio riesce appo loro chi si dà buon tempo, che chi si affligge a comporre qualche opera, che possa giovare o dilettare. Molti non hanno lettere, e molti le sprezzano. Chi è barbaro giudica duro lo stile; chi non è barbaro, quei che si tengono savi, sprezzano il parlare non copioso di parole antiche e già invecchiate. Ad alcuni piacciono solamente le cose antiche, altri commendano solamente le loro proprie. Alcuni non si dilettano di motti: altri senza giudizio alcuno di niente si compiacciono; alcuni per l’istabile ingegno non sanno fermare il giudizio. Altri, sedendo nelle taverne, tra il vino giudicano degli ingegni, dannando ciò che loro spiace, quantunque non abbiano eglino pelo alcuno di uomo dabbene, per il quale li possi pigliare. Sono appresso tanto sconoscenti, che quantunque loro piacciano sommamente le opere, tuttavolta odiano l’autore, come usano di fare gl’inumani forestieri, i quali saziati largamente nel convito, si partono senza render grazia alcuna all’albergatore. Or fa un convito a tue spese ad uomini di così dilicato e vario gusto, e d’animo così ricordevole e grato. Tuttavia, o Pietro mio, fa quanto ho detto con Itlodeo, e potremo di nuovo consultare sopra di questo. E poiché già ho fornito la fatica di scriverlo, resta che non sia questo contra la sua volontà. Circa il darlo in pubblico, seguirò il consiglio degli amici, e specialmente il tuo. Sta sano, o dolcissimo Pietro Egidio con la ottima moglie tua, ed amami come sei solito, poiché io amo le più che mai.
Utopia: Termine coniato da More che gioca sul doppio significato greco: ou-topos (nessun luogo) e eu-topos (buon luogo), indicando una società perfetta ma inesistente.
Raffaele Itlodeo: Il protagonista viaggiatore di Utopia. Il suo cognome deriva dal greco hýthlos (chiacchiere, sciocchezze), suggerendo che il suo racconto possa essere un sapiente mix di verità e finzione.
Pietro Egidio: Umanista di Anversa e amico reale di More e Erasmo. La sua presenza nel testo serve a sfumare i confini tra la realtà storica e la creazione letteraria.
Pietà e Teologia: Riferimento satirico e serio al desiderio dei religiosi del tempo di evangelizzare terre nuove, sottolineando l’aspetto missionario e ideale insito nella scoperta di nuovi mondi.
L'impossibilità di forzare la fede ⋯
Ma giudicarono che non fusse convenevole voler con forza e minacce sforzare alcuno a credere quello che tu credi per vero.
Tommaso Moro Utopia
Umanesimo, Filosofia politica, Tolleranza
Il legame spirituale tra gli uomini ⋯
[In Utopia] la parentela della natura tiene le veci di alleanza, e meglio e più saldamente si legano fra loro gli uomini con sentimenti amichevoli anziché con trattati, con lo spirito anziché con parole.
Tommaso Moro Utopia
Umanesimo, Filosofia politica, Saggistica
L'avarizia come fonte di povertà ⋯
Così facilmente s'acquisterebbe il vivere, se il desio di accumulare denari non impoverisse gli altri.
Tommaso Moro Utopia
Umanesimo, Filosofia politica, Critica sociale
L'inutilità sociale della ricchezza ⋯
I ricchi sono spietati, malvagi e del tutto inutili alla società, mentre i poveri sono uomini semplici, dediti ad una quotidiana fatica ch'è di grande utilità per lo Stato. Molto più che per essi.
Tommaso Moro Utopia
Umanesimo, Filosofia politica, Critica sociale
Vivere in accordo con la natura ⋯
Essi definiscono la virtù come vivere secondo natura, poiché a questo siamo stati creati da Dio. E segue la natura colui che, nelle cose che desidera e che fugge, obbedisce alla ragione.
Tommaso Moro Utopia
Filosofia, Etica
Utopia di Thomas More
Il testo fondamentale che descrive un’isola ideale caratterizzata dall’abolizione della proprietà privata. La lettera prefatoria è parte integrante dell’opera, servendo a creare una cornice di verosimiglianza storica attraverso il dialogo con personaggi reali come Pietro Egidio.
Elogio della follia di Erasmo da Rotterdam
Erasmo fu il destinatario della dedica di Utopia e condivideva con More la critica sferzante alla corruzione ecclesiastica e alla pedanteria degli eruditi. I temi della follia umana e della vanità dei giudizi, citati nella lettera, risuonano in questo capolavoro dell’Umanesimo.
Il Principe di Niccolò Machiavelli
Scritto quasi contemporaneamente a Utopia, rappresenta l’opposto metodologico: se More immagina l’ottima repubblica attraverso la finzione letteraria, Machiavelli analizza la verità effettuale della politica. Entrambi però condividono la preoccupazione per l’instabilità del giudizio degli uomini.

























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