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Non è: non è la Festa di Tutti, non è la Festa della Libertà, non è un diritto dell’intera popolazione. Spiacente, non lo è. Non è la giornata di chi raccattò in fretta mutande, pantaloni alla zuava, moglie, servetta compiacente e cane e fuggì a bordo della Topolino nuova di pacca, per evitare di scontrarsi con gli alleati che arrivavano per liberarci. Non è la ricorrenza delle signore eleganti, avvolte in colli di pelliccia e scaldate da cappellini in panno, che sorbivano ancora vero caffè con pasticcini, gentilmente offerti loro dal mercato nero dei raccomandati. Non è, mai sarà, la festa di chi lietamente poté smettere di ospitare in casa i compagni di scuola ebrei dei propri amati figli. Non è per festeggiare i delatori, che questa giornata è pensata. Né per chi si divertì a denigrare il vicino di casa di “razza” ebrea, né per chi gli frantumò le vetrine del negozio di famiglia, credendo di far cosa buona e giusta e gradita a Lui. Non è la giornata dei finti potenti e dei loro divertiti palpeggiamenti alle segretarie stenodattilografe, pagate in biglietti del cinema, calze di seta e smalto per unghie.
È la festa delle mamme che riuscirono a tirar su i loro marcantoni solo con patate e radici, è il giorno dei papà che partirono a piedi per la montagna, insieme ai loro compagni, perché – diavolo! – qualcosa bisognerà pur fare per sbarazzarsi di queste teste di cazzo! È per i ragazzi che hanno salutato la vita troppo presto, per poterla regalare a noi che forse neanche la meritiamo. È per le loro donne, è per quelle meravigliose creature che, smesso il fucile, indossavano il grembiule per cuocere la migliore zuppa possibile e sfamare il gruppo. È perché l’ideale di libertà non è quella parolina a cui ci hanno abituati da quindici anni a questa parte: la libertà non deve evocare un doppiopetto blu e, appunto, la libertà di fottere il prossimo senza farsi beccare.
Onore e prestigio ai nostri nonni, che diedero via anche le suole degli stivali per farci godere di questo mondo, ancora, meraviglioso. Grazie per sempre, valorosi.
…e qualcuno abbia il buon gusto di togliere dalla circolazione quell’orripilante ritratto di fondotinta e foulard da partigiano, per carità divina!

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