Egon Schiele ⋯
Con il termine angoscia [Angst] non intendiamo l’ansietà (Ängstlichkeit) assai frequente che in fondo fa parte di quel senso di paura che insorge con fin troppa facilità. L’angoscia è radicalmente diversa dalla paura. Noi abbiamo paura sempre di questo o di quell’ente determinato, che in questo o in quel determinato riguardo ci minaccia. La paura di… è sempre anche paura per qualcosa di determinato. E poiché è propria della paura la limitatezza del suo oggetto e del suo motivo, chi ha paura ed è pauroso è prigioniero di ciò in cui si trova. Nel tendere a salvarsi da questo qualcosa di determinato, egli diventa insicuro nei confronti di ogni altra cosa, cioè, nell’insieme, « perde la testa ».
L’angoscia non fa insorgere più un simile perturbamento. È attraversata piuttosto da una quiete singolare. […] Tuttavia l’indeterminatezza di ciò di cui e per cui noi ci angosciamo non è un mero difetto di determinatezza, bensì l’essenziale impossibilità della determinatezza.
[…] Nell’angoscia, noi diciamo, « uno è spaesato ». Ma dinanzi a che cosa c’è lo spaesamento e cosa vuol dire quell’ « uno »? Non possiamo dire dinanzi a che cosa uno è spaesato, perché lo è nell’insieme. Tutte le cose e noi stessi sprofondiamo in una sorta di indifferenza.
[…]*
Per questo, in fondo, non « tu » o « io » ci sentiamo spaesati, ma « uno » si sente spaesato. Resta solo il puro esser-ci che, nel turbamento di questo essere sospeso, non può tenersi a niente.

Crediti
 • Martin Heidegger •
 • Che cos'è metafisica? •
 • SchieleArt •   •  •

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