La “natura” del fondamento originario è tale che essa si disperde in una molteplicità di configurazioni particolari dell’essere e si traduce in essa, ma non vi si distrugge: si conserva in essa come un nocciolo immutabile. Al contrario, la molteplicità, come deriva tutto il proprio essere dal fondamento originario, così alla fine deve necessariamente ritornare a quest’ultimo. In tale processo del nascere e del perire del particolare si manifesta l’ordine eterno e l’eterna giustizia della natura come l’annunzia Anassimandro.

Crediti
Ernst Cassirer

PinterestGiannetto Fieschi
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