L’etica come legge
Alienarsi del soggetto nell’oggetto, che è altro da lui, e indi tornare a sé. Così, essere se stesso; essere cioè uomo, il solo essere che sia capace di dire: Io.
Questo Io l’uomo è, e vuol essere. Non riesce ad essere mai interamente questo Io; e perciò l’oggetto rimane pur sempre oggetto, opposto, irriducibile. Onde all’amore, che fiorisce dal ritorno del soggetto a sé e quindi dalla immedesimazione dell’altro con se medesimo, subentra l’odio, e l’uomo è tentato di chiudersi nell’egoismo, fiaccato nella sua energia smaterializzatrice e assimilatrice, arrestato nella sua marcia spirituale. Ma ogni arresto è pigrizia, che ci lega all’immediato essere naturale; è smarrimento, di fronte all’oggetto lasciato nella sua impervia e repulsiva oggettività.
Ignoranza che è sospetto, insensibilità allo spirito che ci è innanzi: quindi limitazione della nostra stessa vita spirituale.
Che sia un uomo questo spirito che ci è davanti, o un libro o un problema, è lo stesso. Dentro quel libro, dentro quel problema, c’è quel medesimo che nell’uomo: quell’altro, nella cui conquista deve attuarsi la conquista del più vero noi stessi.

Crediti
 • Giovanni Gentile •
 • Genesi e struttura della società •
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