Liberazione da sé e da tutto
Io mi distruggo, è quello che voglio; nell’attesa, in questo clima asmatico creato dalle convinzioni, in questo mondo di oppressi, io respiro; respiro a modo mio. Un giorno, chissà, conoscerete forse questo piacere di mirare a un’idea, di colpirla, di vederla agonizzare, e poi ricominciare l’esercizio con un’altra, con tutte; questa voglia di prendervi cura di un essere, di stornarlo dagli antichi appetiti, dagli antichi vizi, per imporgliene di nuovi, più nocivi, affinché a causa di questi perisca; di accanirvi contro un’epoca o contro una civiltà, di scagliarvi contro il tempo e martirizzarne gli istanti; di volgervi poi contro voi stesso, di suppliziare i vostri ricordi e le vostre ambizioni, e, esaurendo il vostro respiro, appestare l’aria per meglio soffocarvi… un giorno forse conoscerete questa forma di libertà, questa forma di respirazione che è liberazione da sé e da tutto. Potrete allora impegnarvi in qualsiasi cosa senza aderirvi.

Crediti
 Emil Cioran
 Un popolo di solitari
 SchieleArt •   • 




Quotes per Emil Cioran

In realtà, è evidente la correlazione tra il moltiplicarsi dei bisogni e l'aumentare dei terrori. I desideri, fonte dei bisogni, suscitano in noi un'inquietudine costante, ben più intollerabile del timore che provammo, allo stato di natura, davanti a un pericolo fugace. Noi non trepidiamo più saltuariamente; trepidiamo in continuazione. Che cosa abbiamo guadagnato dalla trasformazione della paura in ansia?  La caduta nel tempo

Solo un mostro può permettersi il lusso di vedere le cose così come sono, poiché il mostro è uscito dall'umano.

Si può dubitare assolutamente di tutto, affermarsi come un nichilista, e tuttavia innamorarsi come il più grande degli idioti. Questa impossibilità teorica della passione, che la vita reale non cessa di beffare, rende la vita dotata di un certo fascino, indiscutibile, irresistibile. Si soffre, si ride delle proprie sofferenze, si fa quello che si vuole, ma questa contraddizione fondamentale è forse, infine, ciò che rende la vita ancora degna di essere vissuta...

Siamo stati felici soltanto nelle epoche in cui, avidi di annientamento, con entusiasmo accettavamo il nostro niente.

Credo che il destino dell’uomo sia, come quello di Rimbaud, folgorante, ossia breve. Le specie animali sarebbero durate milioni di anni se l’uomo non se ne fosse sbarazzato, ma l’avventura umana non può durare all’infinito. L’uomo ha dato il meglio di sé. Noi sentiamo che le grandi civiltà ci stanno alle spalle. Quello che non sappiamo è come sarà la fine.  Un apolide metafisico