Identica la metà oggettiva, e differente la soggettiva, o viceversa, la realtà attuale sarà tutt’altra; la più bella e la migliore metà oggettiva, quando la soggettiva è grossolana, di trista qualità, non darà mai che una cattiva realtà ed attualità, simile ad un bel sito visto col brutto tempo o riflesso da una camera oscura difettosa. Per parlare più volgarmente ognuno è ficcato nella sua coscienza come nella sua pelle, e non vive immediatamente che in essa; così dal di fuori vi sarà da portargli ben poco aiuto. Sulle scene Tizio rappresenta i principi, Caio i magistrati, Sempronio i lacchè, o i soldati, o i generali, e così di seguito. Ma queste differenze non esistono che all’esterno; all’interno, come nocciuolo del personaggio, è sepolto in tutti lo stesso essere, vale a dire un povero commediante colle sue miserie e coi suoi affanni.
Nella vita succede lo stesso. Le differenze di grado e di ricchezza danno a ciascuno la parte da rappresentare, a cui non corrisponde affatto una differenza interna di felicità e di benessere; anche qui è posto in ciascheduno lo stesso povero bietolone colle sue miserie e coi suoi fastidî che possono differire presso i singoli individui quanto al fondo, ma che quanto alla forma, cioè in rapporto all’essere proprio, sono presso a poco gli stessi per tutti; havvi certo differenza nel grado, ma questa non dipende minimamente dalla condizione o dalla ricchezza, vale a dire dalla parte da rappresentare.
Come tutto ciò che succede, tutto ciò che esiste per l’uomo, non succede e non esiste immediatamente che nella sua coscienza, evidentemente la qualità della coscienza sarà l’essenziale prossimo, e nella maggior parte dei casi tutto dipenderà da questa meglio che dalle immagini che vi si presentano. Tutti gli splendori, tutte le gioie son povere, riflesse dalla coscienza appannata d’un imbecille, rispetto alla coscienza d’un Cervantes che in una squallida prigione scrive il Don Chisciotte.
La metà oggettiva dell’attualità e della realtà è fra le mani della sorte e quindi mutabile; la metà soggettiva la siamo noi stessi, in conseguenza essa è immutabile nella sua parte essenziale. Così malgrado tutti i cambiamenti esterni la vita d’ogni uomo porta da un capo all’altro lo stesso carattere; la si può paragonare ad un seguito di variazioni sul medesimo tema. Nessuno può sortire dalla propria individualità. Per l’uomo avviene come per l’animale; questo, qualunque siano le condizioni in cui lo si mette, resta confinato nel piccolo cerchio che la natura ha irrevocabilmente tracciato intorno al suo essere, ciò che spiega perché, per esempio, tutti i nostri sforzi per la felicità dell’animale che amiamo, devono mantenersi per forza fra confini assai ristretti, precisamente in causa di questa limitazione del suo essere e della sua coscienza; del pari l’individualità dell’uomo si trova fissata anticipatamente la misura della sua possibile felicità. Sono in special modo i confini delle facoltà intellettuali che determinano una volta per sempre l’attitudine alle gioie d’ordine superiore.
Se tali facoltà sono limitate, tutti gli sforzi esterni, tutto quanto gli uomini o la fortuna facessero in suo favore, tutto sarà impotente a trasportare l’individualità oltre la misura della felicità e del benessere ordinario, mezzo animale; essa dovrà contentarsi dei piaceri sensuali, d’una vita intima ed allegra in famiglia, d’una società di bassa lega o di passatempi volgari. L’istruzione stessa, quantunque abbia una certa azione, non saprebbe insomma allargare di molto questo cerchio, perché i piaceri più elevati, più varii e più durabili sono quelli dello spirito, per quanto falsa possa essere in gioventù la nostra opinione su tale argomento; e questi piaceri dipendono soprattutto dalla forza intellettuale.
Camera oscura: Dispositivo ottico precursore della fotografia; Schopenhauer lo usa come metafora della mente umana: se la mente (la camera) è difettosa o appannata, anche la realtà esterna più splendida verrà percepita in modo distorto e povero, sottolineando il primato del soggetto sull’oggetto.
Metà oggettiva: Nella filosofia di Schopenhauer, rappresenta l’insieme delle condizioni esterne, degli eventi e delle circostanze materiali che accadono all’individuo; è contrapposta alla metà soggettiva (la coscienza interiore) e considerata meno determinante per la felicità reale.
Nocciuolo del personaggio: Espressione che indica l’essenza intima e immutabile dell’individuo, la sua natura profonda o carattere, che rimane costante indipendentemente dai ruoli sociali (le maschere) che la persona interpreta nel corso della vita.
Aforismi sulla saggezza nella vita
Divisione fondamentale
Traduzione Oscar D. Chilesotti
SchieleArt • •
La compitezza come convenzione sulla miseria umana ⋯
La compitezza è stabilita sopra una convenzione tacita di non osservare gli uni presso gli altri la miseria morale ed intellettuale della condizione umana e di non rinfacciarsela reciprocamente.
Arthur Schopenhauer Aforismi sulla saggezza nella vita
Filosofia, Aforismi
La certezza del presente ⋯
Perciò invece di occuparci incessantemente ed esclusivamente di piani e di progetti per l'avvenire dovremmo non dimenticar mai che il presente solo è reale e certo.
Arthur Schopenhauer Aforismi sulla saggezza nella vita
Filosofia, Etica
La quiete della vita limitata ⋯
Il limitare il cerchio d'azione toglie alla volontà le occasioni esterne d'eccitamento e il limitare lo spirito toglie le occasioni interne rendendo l'esistenza simile a un ruscello senza tempeste.
Arthur Schopenhauer Aforismi sulla saggezza nella vita
Filosofia, Etica
Natura gemellare di onore e gloria ⋯
L'onore è il fratello mortale della gloria immortale. È evidente che ciò non si deve intendere che della gloria la più alta, della gloria vera e di buona lega, perocché v'hanno pure molte specie effimere di gloria.
Arthur Schopenhauer Aforismi sulla saggezza nella vita
Filosofia, Etica
L'impossibile unisono con gli altri ⋯
Non si può essere in perfetto unisono che con sé stessi non si può esserlo coll'amico non si può esserlo con la donna amata perché le differenze dell'individualità producono sempre una dissonanza.
Arthur Schopenhauer Aforismi sulla saggezza nella vita
Filosofia, Psicologia
Don Chisciotte della Mancia di Miguel de Cervantes
Citato direttamente nel testo come esempio supremo di ricchezza interiore in circostanze esterne misere. Leggere il capolavoro di Cervantes permette di comprendere appieno l’argomentazione di Schopenhauer: la fantasia e la nobiltà d’animo del protagonista trasformano una realtà squallida in un’avventura epica, dimostrando che la qualità della coscienza determina la qualità della vita molto più delle condizioni materiali o della prigionia fisica.
Il mondo come volontà e rappresentazione di Arthur Schopenhauer
Quest’opera magna è la base teorica di tutto il pensiero schopenhaueriano. Qui l’autore espone la dottrina della volontà di vivere che permea ogni essere e che costituisce quel nocciolo del personaggio citato nel brano. Comprendere la metafisica della Volontà è essenziale per capire perché l’uomo sia paragonato a un animale confinato nel suo cerchio naturale e perché la felicità sia strutturalmente limitata e illusoria.
Memorie dal sottosuolo di Fëdor Dostoevskij
Il protagonista di questo romanzo breve vive, come l’uomo descritto da Schopenhauer, ficcato nella sua coscienza. L’opera esplora l’abisso della soggettività e come un’intelligenza acuta possa diventare una prigione o una fonte di tormento, ma anche l’unica vera realtà. Dostoevskij mostra il lato oscuro e paradossale dell’affermazione che nessuno può sortire dalla propria individualità, offrendo una visione complementare sulla solitudine della coscienza umana.

























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