
L’immagine filmica (compreso il suono) che cos’è? Un’illusione. Questa parola va intesa nel senso analitico. Sono chiuso con le immagini come se fossi compreso nella famosa relazione duale che fonda l’Immaginario. L’immagine e lì, davanti a me, per me: coalescente (significante e significato ben fusi insieme), analogica, globale, pregnante; è un’illusione perfetta: mi precipito su di essa come un animale sul pezzo di stoffa “somigliante” che gli tendo; e, beninteso, essa tiene vivo nel soggetto che io credo di essere l’equivoco legato all’Io e all’Immaginario. Nella sala cinematografica, per quanto io sia seduto lontano, incollo il naso, fino a schiacciarlo, allo specchio dello schermo, a quell’“altro” immaginario nel quale mi identifico narcisisticamente (si dice che gli spettatori che scelgono di mettersi il più vicino possibile allo schermo sono i bambini e i cinefili); l’immagine mi cattura, mi rapisce: mi incollo alla rappresentazione […]
L’immagine e lì, davanti a me, per me
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