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Sarà un romanzo dentro il romanzo e la storia più erotica che abbia mai scritto.

Lo scrittore è uomo di parola in ogni senso e con questa ci avvolge, ci scompone in mille pezzi per ricomporci in tutti i possibili “altrove” e ritorniamo vivi in quel gesto, rimasto sospeso là, nel tempo, affinché attraverso di lui, la vita ritorni in circolo, in ogni forma e in ogni parto letterario. “…In quel momento mi si strinse il cuore! Quel sorriso e quel gesto appartenevano a una donna di vent’anni! La sua mano si era sollevata con una leggerezza incantevole. Era come se avesse lanciato in aria una palla colorata per giocare col suo amante. Quel sorriso e quel gesto avevano fascino ed eleganza, mentre il volto e il corpo di fascino non ne avevano più. Era il fascino di un gesto annegato nel non fascino del corpo. Ma la donna, anche se doveva sapere di non essere più bella, in quel momento l’aveva dimenticato. Con una certa parte del nostro essere viviamo tutti fuori del tempo. Forse è solo in momenti eccezionali che ci rendiamo conto dei nostri anni, mentre per la maggior parte del tempo siamo dei senza età. In ogni caso nell’attimo in cui si girò, sorrise e salutò con la mano il giovane maestro di nuoto, lei ignorava la propria età. In quel gesto una qualche essenza del suo fascino, indipendente dal tempo, si rivelò per un istante e mi abbagliò. Ero stranamente commosso.” Ricomporre il puzzle di quella che è la nostra vita, è farne un romanzo, e non fanno testo gli incontri o i gesti intenzionali, questi finiscono nell’oblio; sono gli incontri occasionali, i gesti liberi da noi, quelli che restano: lo scrittore non prende la penna, è la penna che prende lo scrittore e la vita immortale s’impone sempre e comunque. come un cerchio che si chiude dove era iniziato, per ripartire di nuovo, perché la vita, lei, continua nelle sue innumerevoli forme, volti, gesti e personaggi.

Crediti
 • Anna Maria Tocchetto •
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