L'incapacità dei cervelli banali di giudicare e pensareCiò che sfugge ai cervelli banali, di cui il mondo è pieno, sono due capacità molto affini, quella, cioè, di giudicare e quella di avere pensieri propri, ma ambedue mancano ad essi in un grado del quale chi non appartiene a quella schiera non si fa facilmente un’idea, e proprio per questo non si fa neppure un’idea della desolazione della loro esistenza, del fastidium sui, quo laborat omnis stultitia. Con quella deficienza, però, si spiega, da un lato, la povertà, in ogni nazione, di tutto quel letteratume che per i contemporanei si spaccia come la loro letteratura, e, d’altro lato, il destino di chi è autentico e vero, quando si trova tra gente simile. Ogni vero poetare e pensare, infatti, è in un certo senso un tentativo di mettere una testa grossa sulle spalle della gente piccola, e non dobbiamo meravigliarci se non ci riesce. Il piacere dato da uno scrittore esige sempre un certo accordo tra la sua mentalità e quella del lettore, e sarà tanto più grande quanto più tale accordo è perfetto; perciò un grande spirito è goduto interamente e perfettamente soltanto da un altro grande spirito. Proprio su ciò si fonda anche la nausea e la ripugnanza che suscitano scrittori cattivi o mediocri in cervelli pensanti: addirittura la conversazione con la maggior parte delle persone ha questo effetto: ad ogni passo si sente l’insufficienza e la disarmonia.

Crediti
 Arthur Schopenhauer
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Quotes per Arthur Schopenhauer

Rompere il patto con il demonio  Con riferimento all'elemento etico stabilito in varie guise dico: nutrirsi è affermare la vita fino alla morte; ma appagare l'impulso sessuale è affermare la vita oltre la morte, è per così dire il patto di sangue con il demonio. Per questo il primo grado dell'ascetismo è la completa castità, l'ultimo grado la morte per fame.  Il mio oriente

Che cos'altro è poi la modestia, se non finta umiltà, per mezzo della quale, in un mondo pieno di bassa invidia, si vuole carpire, per vantaggi e meriti, il perdono di coloro che ne sono privi? Chi infatti non se li arroga, non avendone in realtà, non è modesto, ma semplicemente onesto.

La speranza e la paura ci fanno vedere come verosimile e prossimo rispettivamente ciò che desideriamo e ciò che temiamo, ma entrambe ingrandiscono il loro oggetto.

Non ci può essere nessun essere superiore a Buddha Sakia Muni, il vittorioso-perfetto che, figlio nato di re, visse volontariamente da mendicante e predicò sino alla fine la sua alta dottrina, per la salvezza dell’umanità, per liberare noi tutti dalla miseria del continuo rinascere.  Sulla quadruplice radice del principio di ragione sufficiente

Coltivare la nostra saggezza, basata su ciò che sappiamo e non su ciò che crediamo. La saggezza è la conoscenza approfondita della realtà, di noi stessi, degli altri. È la capacità di discernere il vero dal falso, il bene dal male, l'essenziale dal superfluo. È la virtù che ci guida verso la verità, la giustizia, la bontà. È la luce che ci illumina il cammino, che ci mostra la via, che ci fa vedere il senso.  L'arte di ignorare il giudizio degli altri