Discorsi sanamente spiritosi o motti arguti non convengono che ad una società di persone d’ingegno; nella società ordinaria essi sono cordialmente detestati, perocché per piacere alle persone che la compongono bisogna essere assolutamente triviali e dappoco. In tali riunioni si deve, con penosa abnegazione di sé stessi, abbandonare tre quarti della propria personalità per assomigliarsi agli altri. È vero che in cambio si guadagna tutti costoro, ma quanto più si ha di valore in sé tanto più si scorgerà che il guadagno non copre la perdita e che il contratto finisce a nostro danno, perocché le persone generalmente sono insolvibili, vale a dire non hanno cosa alcuna nel loro magazzino che possa indennizzarci delle noie, delle fatiche e dei fastidi che esse procurano, e del sacrificio di sé che impongono; d’onde risulta che quasi tutta la società è di tale qualità che chi la baratta colla solitudine fa un affare eccellente. A ciò si aggiunge che la società, allo scopo di supplire alla superiorità vera, vale a dire all’intellettuale, che essa non vuol sopportare e che è rara, ha adottato senza motivo una superiorità falsa, convenzionale, fondata su leggi arbitrarie, una superiorità che si propaga per tradizione fra le classi alte, e che nello stesso tempo si cambia come una parola d’ordine: vogliamo dire il bon ton «fashionableness». Tuttavia quando succede che siffatta specie di superiorità entra in collisione colla superiorità genuina, la meschinità di essa non tarda a mostrarsi. Inoltre «quand le bon ton arrive, le bon sens se ritire» In francese nell’originale. (Nota del Trad.).
In tesi generale non si può essere in perfetto unisono che con sé stessi; non si può esserlo coll’amico, non si può esserlo con la donna amata, perché le differenze dell’individualità e dell’umore producono sempre una dissonanza, sia pur piccolissima.
Così la pace del cuore vera e profonda, e la perfetta tranquillità dello spirito, beni supremi sulla terra dopo la salute, non si trovano che nella solitudine, e non saranno permanenti se non nell’isolamento assoluto. Allora, quando l’io è grande e ricco, si gusta la condizione più felice che sia possibile trovare in questo povero mondo. Sì! diciamolo apertamente: per quanto strettamente l’amicizia, l’amore e il matrimonio uniscano gli umani, non si vuol bene, interamente e di buona fede, che a sé stessi, o tutt’al più al proprio figlio. Meno si avrà bisogno, in seguito a condizioni oggettive e soggettive, di mettersi a contatto cogli uomini, meglio ci troveremo. La solitudine, l’isolamento permettono d’abbracciare d’un solo sguardo tutti i propri mali, od anche di non provarli in un colpo solo; la società invece è insidiosa; essa nasconde mali immensi, di sovente irreparabili, dietro un’apparenza di passatempi, di conversazioni, di divertimenti di società, e d’altre simili cose. Sarebbe per gli uomini uno studio importante l’imparar di buon’ora a sopportare la solitudine, questa sorgente di felicità e di quiete intellettuale.
Bon ton: Una forma di superiorità falsa e convenzionale basata sulla moda e sull’apparenza che la società adotta per mascherare la mancanza di vero valore intellettuale e morale.
Insolvibilità: La caratteristica della maggior parte delle persone che non possedendo ricchezza interiore non sono in grado di offrire nulla di valore in cambio del tempo e della pazienza richiesti dalla loro frequentazione.
Unisono: La perfetta concordanza di sentimenti e pensieri che è impossibile raggiungere con chiunque altro, persino con le persone più care, ma che si può trovare esclusivamente nel rapporto con se stessi.
Aforismi sulla saggezza nella vita
Circa la nostra condotta verso noi stessi
Traduzione Oscar D. Chilesotti
SchieleArt • •
Sacrificio preventivo agli spiriti maligni ⋯
Sia nostra massima: Sacrifichiamo agli spiriti maligni! Il che significa che non dobbiamo indietreggiare di fronte ad un certo consumo di cure, di tempo, d'incomodi, di difficoltà, di danaro o di privazioni.
Arthur Schopenhauer Aforismi sulla saggezza nella vita
Filosofia pessimista, Massima di prudenza
Coraggio e prudenza per felicità ⋯
Il coraggio è, dopo la prudenza, una condizione essenziale per la felicità nostra. Certamente non si può dare a sè medesimi nè l'una nè l'altra di queste qualità.
Arthur Schopenhauer Aforismi sulla saggezza nella vita
Filosofia pessimista, Aforismi sulla felicità
Vita come compito faticoso laborioso ⋯
La vita è un compito che dobbiamo svolgere laboriosamente; per questo in essa si parla di defunti, parola che in origine significa colui che ha compiuto il suo compito, indicando la fine della fatica.
Arthur Schopenhauer Aforismi sulla saggezza nella vita
Filosofia esistenziale, Etica del lavoro
L'essenza dell'essere e felicità ⋯
Noi abbiamo già conosciuto in modo generale che ciò che si è contribuisce alla nostra felicità più di ciò che si ha o di ciò che si rappresenta. La cosa principale è sempre ciò che un uomo è, in conseguenza ciò che possiede in lui stesso, perocché la sua individualità l'accompagna dappertutto e dovunque, e colora di sua tinta tutti gli avvenimenti della vita.
In ogni cosa, ed in ogni occasione quello che a bella prima gli fa impressione è lui stesso.
Questo è già vero per i piaceri materiali, e, a più forte ragione, per quelli dell'anima. Così l'espressione inglese: To enjoy one's self è molto ben trovata; non si dice mica in inglese: Parigi gli piace, si dice invece: egli si piace a Parigi He enjoys himself at Paris.
Arthur Schopenhauer Aforismi sulla saggezza nella vita
Filosofia morale, Saggistica
La quiete della vita limitata ⋯
Il limitare il cerchio d'azione toglie alla volontà le occasioni esterne d'eccitamento e il limitare lo spirito toglie le occasioni interne rendendo l'esistenza simile a un ruscello senza tempeste.
Arthur Schopenhauer Aforismi sulla saggezza nella vita
Filosofia, Etica
Il misantropo di Molière
Questa commedia teatrale mette in scena Alceste un uomo che rifiuta le ipocrisie e le convenzioni della società di corte in nome di una sincerità assoluta. Il protagonista si scontra costantemente con un mondo in cui la menzogna e la lusinga sono moneta corrente finendo per scegliere l’esilio volontario. L’opera illustra perfettamente la tesi di Schopenhauer sull’incompatibilità tra l’onestà intellettuale e le vuote regole del bon ton sociale.
La montagna incantata di Thomas Mann
Il romanzo ambientato in un sanatorio svizzero isolato dal mondo descrive una società chiusa dove il tempo sembra fermarsi e le relazioni umane assumono dinamiche particolari. Il protagonista Hans Castorp attraverso l’isolamento forzato e il confronto con personaggi intellettualmente complessi compie un percorso di formazione che non sarebbe stato possibile nella pianura della vita ordinaria. Il libro riflette sulla malattia come condizione che separa dalla società produttiva ma che permette un’elevazione dello spirito.
Solitudine di Beppe Fenoglio
Una raccolta di racconti che esplora la condizione esistenziale degli uomini delle Langhe spesso isolati nella loro lotta contro la natura o contro la guerra. La solitudine non è qui una scelta intellettuale ma una condizione dura e necessaria che tempra il carattere e rivela la vera essenza dell’uomo di fronte alle avversità. L’opera mostra come l’isolamento possa essere una scuola di vita crudele ma autentica lontana dalle frivolezze della società borghese.

























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