L’inizio del divenire
Dopo aver sperato che il nostro nome sia scolpito attorno al sole, cadiamo nell’altro estremo, e auspichiamo che sia cancellato ovunque e scompaia per sempre. La nostra smania di affermarci non aveva limiti? Non ne avrà neanche quella di cancellarci. Spingendo fino all’eroismo la volontà di rinuncia, noi impieghiamo le nostre energie ad accrescere la nostra oscurità, a cancellare finanche la minima traccia del nostro passaggio, il minimo ricordo del nostro respiro. Odiamo chiunque si attacchi a noi, conti su di noi o attenda qualcosa da noi. La sola concessione che possiamo ancora fare agli altri è di deluderli. Ad ogni modo, essi non potranno capire il nostro desiderio di sfuggire al sovraffaticamento dell’io, di arrestarci sulla soglia della coscienza e di non penetrarvi mai, di acquattarci nel più profondo del silenzio primordiale, nella beatitudine inarticolata, nel dolce stupore in cui giaceva la creazione prima del frastuono del verbo. Questo bisogno di nasconderci, di farla finita con la luce, di essere gli ultimi in tutto, questi accessi di modestia in cui, rivaleggiando con le talpe, le accusiamo di ostentazione, questa nostalgia del non nato e del non nominato – sono tutte modalità per liquidare l’esperienza dell’evoluzione e ritrovare, con un balzo all’indietro, l’istante che precedette l’inizio del divenire.

Crediti
 Emil Cioran
 La caduta nel tempo
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Quotes per Emil Cioran

Fallire la propria vita significa accedere alla poesia – senza il supporto del talento.

Questa vecchia sessualità è pur sempre qualcosa. Da quando la vita è vita, si è avuto ragione, bisogna ben dirlo, a darle tanta importanza. Come spiegare che ci si stanchi di tutto, salvo che di essa? Il più antico esercizio del vivente non poteva non segnarci, e si comprende come colui che non vi si dedica sia un essere a parte, un relitto o un santo.

L'uomo secerne disastro.

Possiamo vivere come vivono gli altri e tuttavia nascondere un no più grande del mondo: è l'infinito della malinconia.

Si può dubitare assolutamente di tutto, affermarsi come un nichilista, e tuttavia innamorarsi come il più grande degli idioti. Questa impossibilità teorica della passione, che la vita reale non cessa di beffare, rende la vita dotata di un certo fascino, indiscutibile, irresistibile. Si soffre, si ride delle proprie sofferenze, si fa quello che si vuole, ma questa contraddizione fondamentale è forse, infine, ciò che rende la vita ancora degna di essere vissuta...