Lo sconosciuto è padrone di sé
Lo sconosciuto lo riconosci al secondo istante; il conosciuto, il risaputo, la nenia umana, il calco ricalcato dal modello imperante, al primo: da come veste, da come si muove e sta fermo, da come guarda e fa finta di non guardare, non c’è neanche bisogno che apra bocca per dire quella cosa che, avendo orecchiato per buona ultima, crede anche la più originale.
Lo sconosciuto è padrone di sé e sa cosa vuole e non vuole, sui due piedi; il conosciuto è padrone solo di quello che di lui possono dire gli altri e fa o non fa, in quell’istante come dopo un secolo, quanto gli è stato suggerito dalla morale comune e gli sembra più conforme al pregiudizio in cui acconsente a trascinarti.

Crediti
 • Aldo Busi •
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