Lo spettro dell’istante
Osserva il gregge che ti pascola innanzi: esso non sa cosa sia ieri, cosa oggi, salta intorno, mangia, riposa, digerisce, torna a saltare, e così dall’alba al tramonto e di giorno in giorno, legato brevemente al suo piacere e al dolore, attaccato cioè al piolo dell’istante, e perciò né triste, né tediato. Il veder ciò fa male all’uomo, poiché al confronto dell’animale egli si vanta della sua umanità e tuttavia guarda con invidia alla felicità di quello – giacché quello soltanto egli vuole, vivere come l’animale, né tediato né fra dolori e lo vuole però invano, perché non lo vuole come l’animale. L’uomo chiese una volta all’animale: perché non mi parli della tua felicità e soltanto mi guardi? L’animale dal canto suo voleva rispondere e dire: ciò dipende dal fatto che dimentico subito quello che volevo dire – ma subito dimenticò anche questa risposta e tacque; sicché l’uomo se ne meravigliò. Ma egli si meravigliò anche di sé stesso, per il fatto di non poter imparare a dimenticare e di essere continuamente legato al passato: per quanto lontano, per quanto rapidamente egli corra, corre con lui la catena. È un miracolo: l’istante, eccolo presente, eccolo già sparito, prima un niente, dopo un niente, torna tuttavia ancora come spettro, turbando la pace di un istante posteriore. Continuamente un foglio si stacca dal rotolo del tempo, cade, vola via – e rivola improvvisamente indietro, in grembo all’uomo. Allora l’uomo dice mi ricordo e invidia l’animale che subito dimentica e che vede veramente morire, sprofondare nella nebbia e nella notte, spegnersi per sempre ogni istante.

Crediti
 Friedrich Nietzsche
 Sull'utilità e il danno della storia per la vita
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Quotes per Friedrich Nietzsche

Ognuno deve organizzare il caos in sé, concentrandosi sui suoi bisogni veri.

Si odono solo le domande alle quali si è in condizione di trovare una risposta.

Si deve contraccambiare il bene e il male: ma perché proprio alla persona che ci ha fatto il bene o il male?

Chi non vuole vedere l'altezza di un uomo, guarda con tanta maggiore acutezza ciò che in lui è basso ed evidente - e con ciò tradisce se stesso.

È vero, abbiamo buoni motivi per stimare poco ciascuno dei nostri conoscenti, fossero anche i più grandi; ma altrettanto buoni per rivolgere questo sentimento contro noi stessi. E così sopportiamoci a vicenda, visto che sopportiamo noi stessi.