
Henry James fu un insuperato maestro dell’ambiguità e dell’indecisione. L’ambiente mondano è tipico di tutta la sua opera, ma l’ultima parte include il soprannaturale, la fatalità e l’inferno. Il suo argomento preferito fu l’americano che si sente straniero nella complessità dell’Europa; concluse infine con quello dell’uomo che è uno straniero nel mondo, forse perché anche lui era uno straniero fra tutti gli uomini. Aveva l’ossessione della parola giusta; in punto di morte, lusingò il mistero annunciando: “e ora questa cosa diversa, la morte“. Ci rimangono indimenticabili fotografie di Henry James, eseguite da Alice Boughton. Una conserva per sempre l’immagine di un disdegnoso gentiluomo dolente, che tenta invano di nascondere sotto eleganti attributi convenzionali ciò che denuncia il suo sguardo tristissimo: che è il più sventurato degli uomini.
Lo straniero fra tutti gli uomini
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