Paul Klee ⋯ Anxious Ambush
… come a vivere sempre chiusi in casa il nostro corpo diventa così sensibile agli influssi esterni che ogni spiffero d’aria fredda lo fa ammalare; così a vivere ritirati in sempiterna solitudine l’animo diventa tanto sensibile che i fatti e le parole più insignificanti, addirittura le espressioni di un viso bastano per inquietarci e per offenderci; mentre chi vive sempre nel trambusto neppure ci bada. Ma a chi, soprattutto in gioventù, per giustificato disgusto dei rapporti umani si è ritirato in solitudine e tuttavia, a lungo andare, non ne sopporta il vuoto io consiglio che si abitui a portare in società una parte di quella solitudine, acciocché impari ad essere in certa misura solo anche nel contatto con gli altri: e quindi non si affretti a partecipare agli altri ciò che pensa, come d’altro canto si abitui a non prendere alla lettera ciò che gli altri dicono, ma al contrario, senza aspettarsi granché né moralmente né intellettualmente, consolidi di fronte alle loro opinioni quell’indifferenza che è il mezzo più sicuro per esercitare una lodevole tolleranza. Anche in mezzo agli altri, egli allora non starà completamente in loro compagnia, ma potrà comportarsi, nei loro confronti, con assoluta obiettività: e ciò lo preserverà da rapporti più stretti che potrebbero in qualche modo contaminarlo o addirittura lederlo.

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