
Questa cartolina, inviata da Ernst Wagner a Egon Schiele il 21 gennaio 1918, si presenta come un piccolo rettangolo di cartoncino (14.1×9 cm) che racchiude in sé una molteplicità di significati, un frammento di corrispondenza che, per il contesto storico e la successiva prematura scomparsa di Schiele, assume una valenza particolare e commovente. Benché non si tratti di un’opera d’arte figurativa, questa comunicazione, con la sua stampa illustrata sul recto e il breve messaggio manoscritto a matita indelebile sul verso, si configura come un documento prezioso per comprendere il contesto personale e professionale di Schiele poco prima della sua scomparsa.
L’immagine del recto mostra una veduta del castello di Rosenborg a Copenaghen, raffigurato con una tecnica fotografica che evoca l’atmosfera di un’epoca passata. Le torri imponenti e la vegetazione rigogliosa creano una composizione che, pur nella sua staticità, suscita una sensazione di grandiosità e di solennità. L’assenza di figure umane accentua la dimensione solitaria e malinconica dell’immagine.
Il verso della cartolina rivela la brevità del messaggio di Wagner, tracciato con una calligrafia semplice ed essenziale. Le parole, concise e formali, si limitano a un saluto cordiale e alla menzione del luogo e della data di invio: Cordiali saluti sinceramente Ernst Wagner Copenhagen 21.1.. L’apparente semplicità di queste parole contrasta con il peso storico e umano che gravita sull’oggetto, trasformando questo saluto in un commiato silenzioso, in un’eco di un’epoca destinata a svanire.
I temi principali che emergono dalla cartolina sono molteplici e interconnessi: la testimonianza di un contatto, seppur formale, tra due figure del mondo artistico, il contesto storico segnato dalla Prima Guerra Mondiale e dall’imminente epidemia di influenza spagnola, e l’aura di precarietà e di imminente tragedia che aleggia su questo frammento di corrispondenza. La brevità del messaggio e la semplicità dei materiali utilizzati riflettono le pratiche comunicative dell’epoca, in cui la comunicazione epistolare era ancora il mezzo privilegiato per mantenere i contatti e per diffondere le informazioni.

Il contesto storico, con la Prima Guerra Mondiale in corso e l’epidemia di influenza spagnola che si sarebbe diffusa di lì a poco, conferisce alla cartolina un’aura di precarietà e di imminente tragedia. La data, 21 gennaio 1918, colloca la cartolina a pochi mesi dalla morte di Schiele (31 ottobre 1918), trasformandola in uno degli ultimi documenti che lo riguardano mentre era ancora in vita.
La provenienza della cartolina, dalla collezione privata Leopold e la successiva acquisizione da parte del Leopold Museum, ne sottolineano l’importanza storica e la rilevanza per la ricerca su Schiele e il suo tempo.
Questa cartolina si configura come un piccolo ma significativo documento che offre uno spaccato sul mondo dell’arte viennese dell’epoca e, soprattutto, sulla vita di Schiele poco prima della sua prematura scomparsa.
Titolo: Cartolina di Ernst Wagner a Egon Schiele
Titolo: Postcard from Ernst Wagner to Egon Schiele
Data: 21 gennaio 1918
Tecnica: Recto: Stampa su cartoncino; Verso: Matita indelebile su cartoncino
Dimensioni: 14.1×9 cm
Matita indelebile: Strumento di scrittura, noto anche come matita copiativa, contenente un pigmento che diventa permanente a contatto con l’umidità; molto diffusa all’epoca per la corrispondenza ufficiale e militare per garantire la durata del testo.
Recto: Termine tecnico utilizzato in archivistica e biblioteconomia per indicare la parte anteriore di un foglio, di una pagina o, come in questo caso, il lato illustrato della cartolina opposto a quello riservato alla scrittura.
Spagnola: Pandemia influenzale insolitamente grave che si diffuse in tutto il mondo tra il 1918 e il 1920; è storicamente rilevante nel testo poiché fu la causa della morte prematura di Egon Schiele e di sua moglie Edith.
Analisi critica delle opere di Egon Schiele
SchieleArt • Cartolina di Ernst Wagner a Egon Schiele •
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Un’opera autobiografica imprescindibile per comprendere l’atmosfera della Vienna in cui viveva Schiele e il traumatico passaggio dall’epoca d’oro dell’Impero alla devastazione della Prima Guerra Mondiale. L’autore descrive con nostalgia e lucidità la fine di un mondo di sicurezza culturale, fornendo il contesto emotivo perfetto per inquadrare quel commiato silenzioso rappresentato dalla cartolina del 1918, anno che segna il crollo definitivo di quell’epoca.
La grande influenza di John M. Barry
Poiché il testo fa specifico riferimento all’epidemia che avrebbe ucciso Schiele pochi mesi dopo la ricezione della cartolina, questo libro storico è fondamentale. Narra la diffusione della Spagnola che devastò l’Europa mentre la guerra volgeva al termine, spiegando l’aura di imminente tragedia citata nell’analisi e offrendo una prospettiva scientifica e umana sulla precarietà della vita in quell’anno fatidico.
Egon Schiele di Elena Pontiggia
Una biografia critica che analizza la vita e l’opera dell’artista con particolare attenzione agli ultimi anni. Il testo aiuta a collocare i documenti minori, come la corrispondenza con Wagner, all’interno del percorso artistico finale di Schiele. L’autrice esplora le relazioni professionali e personali del pittore, permettendo di capire chi fossero le figure che gravitavano attorno a lui prima della sua prematura scomparsa.

























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