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L’ombra, come archetipo e parte oscura della psiche umana, si manifesta nelle fiabe sotto le spoglie di personaggi spaventosi che torrorizzano i bambini: l’orco. il gigante, il vampiro. Ma secondo Jung, il mondo delle fiabe presenta tipologie di personaggi ricorrenti, eroi coraggiosi, messaggeri, streghe, maghi, principesse, che rappresentano altrettante funzioni psicologiche. L’ombra è la dimora dei mostri che abbiamo dentro di noi e trova, quindi, rappresentazioni nelle figure degli antagonisti che minacciano l’eroe provocando conflitti e distruzione.
Le storie raccontate nelle fiabe, in cui l’eroe o l’eroina sconfiggono l’antagonista, mettono in scena la vita della psiche. Il superamento delle vicende, dei tormenti e dei dolori che la psiche attraversa ne causa la piena maturazione. Pensiamo a Cappuccetto Rosso… lasciando la casa e addentrandosi nel bosco la bambina comincia il suo viaggio nella vita. Per trovare la nonna, che rappresenta il , deve fare esperienza della paura, dell’amore, della morte. L’incontro con l’antagonista, il lupo, è la perdita dell’innocenza, l’incontro con il maschile ma anche con la propria ombra e con la morte. E grazie a questo incontro che la piccola ed ingenua bambina diventa una donna adulta.
Di fronte alla minaccia della distruzione bisogna imparare a trovare la propria forza aggressiva. Ed ecco che il lupo, che ha divorato Cappuccetto e la nonna, viene sconfitto dal cacciatore, il guerriero. L’eroina e la nonna escono come il “” finalmente ricomposto dalla pancia del maligno ombra.

Crediti
 • Carl Gustav Jung •
 • Jung e la psicologia dell'anima •
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