L'opacità storica della passione amorosa
La Storia ha prodotto nel lied un oggetto che è sempre anacronistico. Tale inattualità è legata al sentimento d’amore di cui il lied è l’espressione pura. L’Amore – l’Amore-passione – è storicamente inafferrabile. […] L’opacità storica della passione amorosa […] deriva forse dal fatto che essa compare, nel corso dei secoli, solo in soggetti e in gruppi marginali, privi di Storia, estranei alla società gregaria, forte, che li circonda, li spinge e li esclude, separati da ogni potere: presso gli Udriti del mondo arabo, i Trovatori dell’Amore cortese, i Preziosi del grande secolo classico e i poeti-musicisti della Germania romantica. Da ciò, anche l’ubiquità sociale del sentimento amoroso, che può essere cantato da ogni classe, dal popolo all’aristocrazia: si ritrova questo carattere trans-sociale nello stile stesso del lied schubertiano che è riuscito ad essere, nello stesso tempo o di volta in volta, elitista e popolare. Lo statuto del canto romantico è per natura incerto: inattuale senza essere represso, marginale ma non eccentrico. Perciò, malgrado le apparenze intimiste e sagge, questa musica può essere situata tra le arti estreme: in essa si esprime un soggetto singolare, intempestivo, deviante, persino folle, se, con un’ultima raffinatezza, non rifiutasse la maschera gloriosa della follia.

Crediti
 Roland Barthes
 Il corpo della musica
  L'ovvio e l'ottuso
 SchieleArt •   • 




Quotes per Roland Barthes

Lo haiku non è un pensiero ricco ridotto ad una forma breve, ma un evento breve che trova tutt'a un tratto la sua forma esatta.

Non siamo abbastanza sottili per scorgere lo scorrimento probabilmente assoluto del divenire; il permanente non esiste se non grazie ai nostri organi grossolani che riassumono e riconducono le cose a piani comuni, laddove niente esiste in questa forma. L'albero è ad ogni istante una cosa nuova; noi affermiamo la forma perché non cogliamo la sottigliezza di un movimento assoluto.  Il piacere del testo

Il testo di godimento è assolutamente intransitivo. Pure, la perversione non basta a definire il godimento; è l'estremo della perversione a definirlo: estremo sempre spostato, estremo vuoto, mobile, imprevedibile. Questo estremo garantisce il godimento: una perversione media si carica ben presto di un gioco di mentalità subalterne: prestigio, ostentazione, rivalità, discorso, parate.

Da una parte e dall'altra, la scrittura-lettura si dilata all'infinito, impegna l'uomo nella sua interezza, corpo e storia; è un atto panico, del quale la sola definizione certa è che non potrà fermarsi da nessuna parte. Dalla parola scritta potrei risalire alla mano, alla nervatura, al sangue, alla pulsione, alla cultura del corpo, al suo godimento. Scrivere significa prendere la verità obliquamente.

La fotografia è inganno perché suggerisce l'illusione dell'eternità. Ma ciò che la fotografia riproduce all'infinito ha avuto luogo una sola volta: essa ripete meccanicamente ciò che non potrà mai più ripetersi nell'esistente.