Lotta contro l'intelletto

O fiamma! …O fiamma, …: cosa viva e divina! Ma che cos’è una fiamma, amici miei, se non il momento stesso, e quanto di sfrenato, d’allegro, di formidabile vi è nell’attimo? Fiamma è il modo d’essere di tale attimo teso tra il cielo e la terra. Amici miei, ogni cosa che passa dallo stato greve allo stato sottile passa per il momento del fuoco e della luce. E fiamma non è anche la forma inafferrabile e fiera d’una distruzione nobilissima? Quello che non accadrà mai, deve accadere il più splendidamente possibile. Come la voce perdutamente canta, e come la fiamma sfrenatamente canta tra la materia e l’etere, e dalla materia all’etere romba e infuriata precipita, la bella danza… non è questa liberazione del nostro corpo intero posseduto dal genio della menzogna e della musica, menzogna anch’essa, ed ebbro di negare l’irrilevante vero? Guardatelo quel corpo che si slancia a seconda che la fiamma succeda alla fiamma, guardatelo come preme e calpesta ogni cosa reale, come con ira allegra distrugge il luogo stesso dove si trova, e come s’inebria dell’eccesso dei suoi mutamenti. E come lotta contro l’intelletto! Non lo vedete a voler gareggiare nell’aspetto e nella rapidità con l’anima? Stranamente è geloso della libertà e ubiquità che crede possedute dall’intelletto. Senza dubbio, l’unico e perpetuo oggetto dell’anima è proprio quel che non esiste: quanto è stato e non è più, quanto sarà e non è ancora, quanto è possibile e quanto è impossibile. Ecco la spettanza dell’anima: mai, mai, quel che è. E il corpo, quale si trova ad essere, vedilo che non si può contenere nell’estensione. Dove mettersi, dove mutare? Codesto uno vuol farla da tutto, vuol farla da anima universale, e vuole rimediare alla sua unicità col numero dei gesti. Essendo cosa, esplode in eventi, si rapisce. E come il pensiero eccitato attinge a ogni sostanza, vibra tra i tempi e gli attimi, supera qualsiasi differenza, e come nella nostra mente si formano in simmetria le ipotesi, s’ordinano e s’enumerano i possibili, quel corpo s’esercita in ogni sua parte e si combina con sé stesso e si dà forma dopo forma, evadendo incessabilmente da sé stesso. Eccolo ormai nello stato paragonabile alla fiamma, nel centro degli scambi più attivi. Non si può più parlare di movimento: i gesti non si distinguono dalle membra. Quella ch’era là una donna, è divorata da figure innumerevoli. Gli slanci d’energia del suo corpo mi propongono un pensiero estremo. Come noi chiediamo alla nostra anima innumerevoli cose per le quali non è nata, ed esigiamo che n’illumini e vaticini e riveli l’avvenire, persino scongiurandola di scoprire il Dio, similmente codesto corpo vuole giungere a un intero possesso di se medesimo e a un punto di gloria sovrannaturale; ma tocca a lui come all’anima nostra, per la quale il Dio, la saggezza e l’abisso che le si domandano non sono e non possono essere altro che attimi, lampi, frammenti d’uno strano tempo, disperati slanci fuori dalla propria forma.

Crediti
 • Paul Valéry •
 • Pinterest • Martha Grahan  •  •

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