L’ultimo gulden
Basta soltanto… D’altro canto, adesso è tardi, ma domani… Oh me lo sento, e non può andare altrimenti! Ora ho quindici luigi d’oro, e ho iniziato con quindici gulden! Se solo cominciassi con cautela… possibile, possibile che io sia un ragazzino! Possibile che non capisca che sono un uomo perduto. Ma perché mai non potrei risorgere? Sì! Basterebbe soltanto, per una volta almeno nella vita, essere calcolatore e paziente e il gioco sarebbe fatto! Basterebbe soltanto, per un’unica volta, esser fermo di carattere, e in un colpo solo potrei cambiare tutta la mia sorte! L’importante è la fermezza di carattere. Dovrei solo ricordare che una cosa del genere mi è successa sette mesi fa a Roulettenburg, prima della mia rovina definitiva. Oh, quello è stato un notevole caso di risolutezza: quella volta avevo perso tutto, tutto… Uscii dal casinò, mi frugai e dal taschino del panciotto spuntò ancora un gulden: Ah, dunque ci sarà di che pranzare! pensai tra me e me, ma, fatto un centinaio di passi, ci ripensai e tornai indietro. Puntai quel gulden sul manque (quel giorno mi ero incaponito sul manque) , e, davvero, c’è un che di particolare nella sensazione che provi, quando, solo, in un paese straniero, lontano dalla patria e dagli amici, senza sapere che cosa mangerai a cena, punti l’ultimo gulden, l’ultimo, l’ultimissimo! Vinsi e in capo a una ventina di minuti uscì dal casinò, con centosessanta gulden in tasca. È un fatto! Ecco quel che in certe occasioni può significare l’ultimo gulden! E che cosa sarebbe successo, se quella volta mi fossi perso d’animo, se non avessi avuto il coraggio di decidermi?…
Domani, domani finirà tutto!

Crediti
 Fëdor Dostoevskij
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